Divide et impera

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Avatar di Redazione 5 Dicembre 2008 | 08:45
Il segretario al Tesoro degli Usa, Henry Paulson, reduce da “robuste discussioni“ occorse durante l’ annuale “dialogo economico strategico” tenutosi a Pechino insieme al vicepremier cinese Wang Qishan, fa sapere al mondo di aver “apprezzato” l’impegno della Cina ad incrementare la domanda interna per rispondere alla recessione internazionale, che ha portato ad una netta diminuzione delle sue esportazioni.

Dopo aver dichiarato “Come nel passato, abbiamo discusso dell’importanza di una crescita guidata dal consumo interno e dell’importanza di un valore delle valute determinato dal mercato per promuovere una crescita equilibrata della Cina che contribuisca alla salute dell’ economia globale”, il segretario al Tesoro ha aggiunto che Usa e Cina si sono trovati d’accordo nell’auspicare “un significativo progresso” entro la fine dell’anno dei colloqui di Doha sul commercio internazionale.

Possiamo quindi dedurre che la Cina, che peraltro detiene il grosso del debito americano, stia molto apprezzando gli sforzi degli “amici” americani di contribuire con ogni mezzo finanziario, politico o mediatico alla riduzione dell’inflazione cinese, dimostrando di gradire la diffusione di obiettivi di prezzo fantasmagorici (come quello del petrolio a 25 dollari) che non mancano di condizionare i mercati finanziari su cui vengono negoziate le materie prime, in una fase in cui si stanno organizzando per rimpinguare pesantemente le proprie scorte, visto che Cnooc Ltd i suoi partner spenderanno a breve oltre 200 miliardi di yuan, pari a quasi 30 miliardi di dollari per costruire nuovi depositi per il carburante nelle regioni del sud della Cina.

L’Opec, che fornisce oltre il 40 percento del greggio mondiale, il mese scorso estraeva ancora 1 milione di barili al giorno in più rispetto al suo obiettivo ufficiale di 27,3 milioni di barili giornalieri. Sarebbe ingenuo pensare che spremano i loro giacimenti al massimo senza avere qualcosa in cambio. E senza ricorrere al solito spauracchio militare, la mancata svalutazione del dollaro unita al sostegno dei titoli di stato è da sola un buon incentivo per continuare a pompare.

Il 20 gennaio si insedierà la nuova squadra di governo con Hillary Clinton al timone del Dipartimento di Stato e come di consuetudine verranno cambiati gli ambasciatori. Per Pechino, la sede chiave alla luce della crisi economica, si fa il nome del ricchissimo John Thornton, ex presidente Goldman Sachs che si è appena dimesso da direttore dell’Industrial and Commercial Bank of China citando “nuovi impegni di affari”.

E noi europei ? Per il momento la Cina ha cancellato il suo vertice annuale con l’ Unione Europea, della quale la Francia è il presidente di turno, a causa dell’ annunciato incontro tra Sarkozy e il Dalai Lama. Il portavoce del ministero degli esteri Liu Jianchao ci fa anche sapere “che le relazioni commerciali tra i due paesi potrebbero essere danneggiate dall’incontro”.

Chiederemo al Dalai Lama di benedirci.

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