Bank of Japan lascia invariati tassi e quantitative easing

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La Bank of Japan non tocca tassi nè quantitative easing, ma riduce da +1,7% a +1,5% le previsioni sull’inflazione. Il previsto rialzo dei tassi Usa potrebbe cambiare lo scenario

Luca Spoldi di Luca Spoldi1 novembre 2016 | 07:49

BANK OF JAPAN RESTA IMMOBILE – Il quantitative easing non serve a far ripartire l’inflazione, almeno a giudicare dall’esperienza del Giappone, dove stamane la Bank of Japan ha deciso, al termine della riunione del comitato monetario, di non modificare né i tassi né il programma di riacquisto di bond sul mercato, ammonendo però che la crescita economica giapponese sarà modesta ed abbassando le attese di inflazione all’1,5% dall’1,7% precedente.

LA RIPRESA PROSEGUE MA A RITMI BLANDI – Questo nonostante in ottobre si sia registrato un incremento dell’attività industriale in vari paesi asiatici, in particolare in Cina ed India. Da segnalare come l’indice Pmi manifatturiero del Giappone si sia portato a ottobre a 51,4 punti dai 50,4 di settembre, segnando il massimo da 9 mesi ma rimanendo poco oltre la soglia dei 50 punti che separa le fasi di espansione da quelle di contrazione dell’attività economica.

IL RIALZO DEI TASSI USA POTREBBE CAMBIARE I GIOCHI – Gli occhi restano così puntati sull’America, dove l’ormai scontato rialzo dei tassi americani a inizio dicembre potrebbe rafforzare ulteriormente il dollaro. Questo se da un lato dovrebbe favorire le esportazioni, dall’altra potrebbe esportare inflazione in diverse economie del continente asiatico, che sarebbero così costrette ad interrompere la loro attuale politica economica espansiva. Col rischio di un nuovo rallentamento dell’attività economica del continente.


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