Nuovi segnali di rallentamento dei consumi, Piazza Affari perde quota

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 4 Novembre 2016 | 09:44
L’Istat segnala un nuovo rallentamento dei consumi in Italia. La reazione di Piazza Affari è immediata, con banche come Mps, Bpm e Banco Popolare e titoli ciclici in rosso.

MATTINATA NO PER PIAZZA AFFARI – Piazza Affari indietro tutta con gli indici che dopo aver aperto in moderato calo accelerano al ribasso a seguito della pubblicazione della nota mensile sull’andamento dell’economia italiana da parte di Istat in cui si legge come prosegua “la fase di incertezza per l’economia italiana, con segnali di rallentamento dei consumi”, nonostante “un aumento significativo del potere d’acquisto delle famiglie” e il “miglioramento tendenziale dell’occupazione”, un segnale di scarsa fiducia nelle prospettive del paese che rischia di pesare sui conti di molti titoli ciclici a partire dal comparto bancario.

TENARIS SI METTE IN LUCE DOPO I CONTI – Così dopo un’ora abbondante di scambi a Piazza Affari il Ftse Mib cede l’1,07%, il Ftse Italia-All Share perde l’1,10% e il Ftse Italia Star è in calo dell’1,17%. Tra le blue chip italiane recupera terreno Tenaris (+2,3%), dopo i risultati del terzo trimestre 2016 chiuso con un utile di 1 centesimo di dollaro per azione e con vendite nette pari a 1,05 miliardi di dollari, in calo del 33% rispetto ai 1,56 miliardi dello stesso trimestre del 2015. Il Cda ha comunque deciso di distribuire un dividendo ad interim di 0,13 dollari per azione.

BANCHE E LEONARDO FINMECCANICA INDIETRO TUTTA – In ripresa anche Stmicroelectronics, che sfiora il punto percentuale di rialzo, mentre poco sopra le chiusure di ieri oscillano titoli come Luxottica, Snam (che ha annunciato come anche Consob abbia dato il via libera allo scorporo di Italgas e al suo sbarco sul listino, che dunque avverrà come previsto lunedì prossimo) e Terna. Indietro tutta Mps (-7,6%), al pari di Leonardo Finmeccanica (-5,8%), che ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con ricavi in calo del 10,7% a 8,034 miliardi, un Ebitda positivo per 1,193 miliardi (+1,6%) e un risultato netto ordinario positivo per 343 milioni (+129%). Deboli anche Bpm, Banco Popolare e Bper, tutti tra il 4,25% e il 4,60% di perdita.

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