Fondi sovrani: "mai più un soldo alle banche Usa"

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Avatar di Marco Mairate 10 Dicembre 2008 | 16:20
I gestori dei grandi sovrani ci ripensano, anzi no. Le ultime notizie provenienti dai fondi creati con la vendita di petrolio o altre materie prime, tirano le prime somme di un 2008 difficile da digerire, soprattutto per chi ha investito miliardi di dollari nel settore bancario-finanziario.

LA COREA CONFERMA LA FIDUCIA A JOHN THAIN

Il primo a parlare è Guan Ong, responsabile del fondo governativo Korea Investment Corp. che ha di recente rinnovato al fiducia al manager di una delle società partecipate. Ogn, che attraverso il fondo sovrano della Corea gestisce 30 miliardi di dollari, ha detto di avere ancora fiducia in John Thain, Ceo di Merrill Lynch, la banca d’affari venduta a Bank of America prima di finire con le ‘gambe per aria’. 

Lo scorso febbraio il fondo Korea Investment Corp ha investito due miliardi di dollari in Merrill Lynch diventando il quinto azionista singolo del gruppo: la stessa partecipazione oggi vale poco meno di 800 milioni in linea con le quotazioni di Merrill Lynch, passate da 42 dollari dei primi di marzo agli attuali 14 dollari. Nonostante la perdita (potenziale) il Chief Investment Officer del fondo ha confermato fiducia nell’operato di Thain, ex ceo della Borsa Nyse-Euronext e chiamato alla guida di Merrill proprio per ‘salvare’ la banca. 

IL BAHRAIN TEME L’EFFETTO HONDA SULLA FORMULA UNO

Non se la passa bene nemmeno Mumtalakat holding company, fondo governativo dello stato del Bahrain. Il manager sembra molto preoccupato per la crisi che sta colpendo il settore dell’auto,  il fondo, che gestisce 14 miliardi di dollari accumulati con la vendita di petrolio, è il secondo azionista (dopo Mercedes) del team di Formula One, McLaren.

Proprio in queste settimane infatti anche il dorato mondo della Formula Uno è stato toccato dalla crisi, dopo che Honda ha annunciato il ritiro dalle competizioni per il prossimo anno. La decisione del colosso giapponese è motivata dalla necessità di tagliare i costi.

Così anche McLaren, secondo il padre-padrone Ron Dennis, dovrà affrontare la prossima stagione con un budget ridotto: “Il nostro budget che proviene in gran parte delle aziende sponsor verrà ridimensionato in linea con il calo mondiale degli investimenti pubblicitari” ha detto Dennis al quotidiano The Observer. “Prevediamo che il nostro giro d’affari per il prossimo anno passi da 280 milioni di sterline a 175 milioni” ha aggiunto il team manager McLaren.

CIC DELUSO E SCONFORTATO DAL SISTEMA FINANZIARIO STATUNITENSE

Posizione più dura quella del China Investment Corporation (CIC), fondo pensione cinese profondamente ‘scottato’ dagli investimenti del 2008. La rabbia dei vertici del fondo, sono più che comprensibili se si analizzano le partecipazioni in portafoglio.

CIC infatti ha investito 3 miliardi di dollari in  Blackstone Group, colosso mondiale del private equity, prima che questo fosse quotato alla Borsa di New York. Da allora il prezzo di BlackStone è precipitato dai 35 dollari del primo giorno di Ipo, agli attuali 6,9 dollari (-80,35%).

Ma non finisce qui, nel dicembre 2007 il fondo cinese ha comprato anche il 9,9% di Morgan Stanley quando le quotazione della banca viaggiavano intorno ai 54 dollari per azione contro i 14,75 di oggi (-72%). Non paghi, i cinesi hanno messo una ‘fiche’ di circa 100  milioni sul colosso delle carte di credito Visa. L’acquisto, compiuto prima dell’Ipo, sembra quello più ‘fortunato’ dato che il calo del titolo in Borsa è stato solo del 7% dallo scorso marzo.

Dopo queste esperienze, Lou Jiwei, presidente del CIC, ha detto di non voler più investire un soldo nel settore finanziario a stelle e strisce: “Tutto cambia ogni settimana. Come è possibile avere fiducia?” avrebbe detto Jiwei durante una conferenza a Hong Kong. Il top manager ha detto che il fondo continuerà ad investire all’estero, comprese le economie emergenti”.

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