Blueindex: Bpm e Mediobanca resistono alle prese di profitto, frena Unicredit

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 15 Dicembre 2016 | 14:46
Giornata che ha visto, ieri, una netta prevalenza delle prese di profitto anche sul Blueindex, con qualche eccezione positiva come Bpm e Mediobanca. La Fed non fa troppa paura.

BENE BPM E MEDIOBANCA – Bpm e Mediobanca tornano a mettersi in luce sul Blueindex avendo chiuso in buon rialzo la seduta di ieri, che pure ha visto scattare diffuse prese di profitto sui principali listini azionari, complice l’attesa per le decisioni della Federal Reserve sui tassi, con la banca centrale americana che ha poi alzato come previsto di un quarto di punto il costo del denaro preannunciando la possibilità di ulteriori tre rialzi da un quarto di punto nel corso del 2017.

LA FED NON FA TROPPA PAURA A WALL STREET – Uno scenario che non dispiace al settore bancario dato che potrebbe portare ad una maggiore redditività delle attività di banca commerciale. Alle spalle delle due italiane anche Morgan Stanley e Goldman Sachs sono riuscite a chiudere in discreto rialzo, a conferma di come le novità in arrivo dalla Fed non abbiano spaventato eccessivamente gli investitori.

DIFFUSE PRESE DI PROFITTO SPECIE A MILANO – Le prese di profitto hanno comunque prevalso, specie in Europa, con Unicredit (-6,4%) che ha pagato dazio dopo il forte rialzo della vigilia seguito alla presentazione del nuovo piano industriale al 2019. Deboli anche Legg Mason e Barclays, entrambe attorno al 3,6% di perdita, con Mps, Banca Generali e Intesa Sanpaolo finite tutte oltre il 2% di rosso a fine giornata.

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