Mps: un modello di business da rivedere nel credito alle imprese

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di Luca Spoldi 29 Dicembre 2016 | 14:19
Mps in questi anni ha prestato molto ai grandi gruppi italiani. Ma non sempre i risultati sono stati all’altezza delle attese. Urge cambiare strategia per recuperare redditività.

CREDITI MAL EROGATI – Dei 45,58 miliardi di crediti deteriorati lordi (22,51 miliardi netti), di cui 28,23 miliardi lordi (10,9 miliardi netti) di sofferenze che emergevano a fine settembre dal bilancio di Mps, quanti sono stati generati da piccole e medie aziende e quanti da grandi imprese?

PEGGIORI DEBITORI CHI HA AVUTO OLTRE 3 MILIONI – Secondo voci rilanciate dalla stampa italiana nel caso di Siena il 70% delle insolvenze sarebbe concentrato tra i circa 9.300 clienti che hanno ottenuto oltre 500mila euro di finanziamento. In particolare la percentuale maggiore di cattivi pagatori (circa uno su tre, il 32,4%) si troverebbe fra coloro che hanno ottenuto oltre 3 milioni di euro di prestito.

ANTONVENETA O LA CRISI DEL 2008 ALLA BASE DEI GUAI? – La gran parte dei problemi nasce dopo l’acquisizione di Antonveneta, avvenuta nel 2008, ma la quasi contemporanea esplosione della crisi economico-finanziaria mondiale, dalla quale l’economia italiana ancora non è riuscita a uscire compiutamente (il Pil resta infatti su livelli inferiori di un 15% a quelli pre-crisi) non consente di affermare che sia stata questa operazione, e non la crisi stessa, a far saltare per aria il rapporto crediti deteriorati/crediti totali.

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