Salvataggio delle industrie automobilistiche USA, c’è chi dice no

A
A
A
di Redazione 12 Dicembre 2008 | 09:15
Sino a quando non sarà chiaro come i fondi verranno impiegati e che sacrifici saranno disposti a fare dirigenti e dipendenti delle industrie automobilistiche, è molto meglio che certe decisioni le prenda il governo entrante. Se vorranno creare una nuova casta, oltre a quella “della finanza” generosamente sostenuta e foraggiata da Henry Paulson, dovranno anche assumersene la responsabilità.

Lo Yen sotto quota 90 con il dollaro, ossia al di sotto dei minimi del 1995, fotografa impietosamente la debolezza e la fragilità di un mercato che per l’ennesima volta sbanda a causa di una notizia che viene percepita negativamente dagli operatori.

Il fatto che il Senato americano non sia riuscito nella giornata di ieri a trovare un compromesso per votare il piano di salvataggio delle industrie automobilistiche non è di per sé una notizia negativa. Non si capisce infatti perché i repubblicani avrebbero dovuto digerire senza fiatare il piano che era stato adottato mercoledì sera a larga maggioranza dalla Camera a maggioranza democratica, che lascia all’Amministrazione uscente l’onore/onere di bruciare altri 15 miliardi di dollari senza troppi pensieri, anche se formalmente il rogo è stato presentato come un “prestito”.

“Il piano non ha gli standard necessari per essere approvato”, ha detto il senatore repubblicano McConnell.

“Non siamo riusciti a tagliare il traguardo” e “potremmo passare tutta la notte, venerdì, sabato e domenica e non ci riusciremmo”, ha dichiarato il leader della maggioranza democratica Harry Reid Reid dopo lunghe ore passate a negoziare e compiere pressioni su un nocciolo duro di senatori repubblicani che rifiutano di salvare con fondi pubblici i tre colossi dell’auto, General Motors, Chrysler e Ford, aggiungendo infine “ho paura a guardare Wall Street oggi”.

Sino a quando non sarà chiaro come i fondi verranno impiegati e che sacrifici saranno disposti a fare dirigenti e dipendenti delle industrie automobilistiche, è molto meglio che certe decisioni le prenda il governo entrante. Se vorranno creare una nuova casta, oltre a quella “della finanza” generosamente sostenuta e foraggiata da Henry Paulson, dovranno anche assumersene la responsabilità.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

La festa di primavera

L’Asia attende l’insediamento di Barack Obama

L'uomo più ricco della Cina

NEWSLETTER
Iscriviti
X