Gli Stati Uniti e l'operazione auto

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di Marco Mairate 12 Dicembre 2008 | 16:15
Dopo la debacle di ieri sera, quando il Congresso degli Stati Uniti ha rispedito al mittente il piano di salvataggio dell’industria automobilistica Usa, la Borsa di Wall Street è tornata a scendere e le Borse Europee insieme a lei. Bluerating ha sentito Cole Kendall di Understanding the Market per capire quale direzione prenderà il Congresso davanti ai tre big dell’auto.

BFC: Cole ieri sera è stato bocciato il progetto di aiuti finanziari all’industria dell’auto a stelle e strisce: cosa è successo?

Cole Kendall: Il problema che si è verificato al Senato con il progetto salva auto non è di tipo economico. Il vero problema sono i sindacati e il loro comportamento: i senatori repubblicani infatti stanno tentando di far passare determinate decisioni in modo molto rapido ma senza riuscire a convincere i Democratici ad assecondarli. Questi ultimi a loro volta non possono dimenticare il sostegno ricevuto dai lavoratori durante la campagne elettorale. I sindacati invece sono pronti a qualche rinuncia ma non consì velocemente come chiedono i repubblicani.

BFC: Insomma ci troviamo in una fase di empasse dove tutti bloccano tutti?

CK: Ci troviamo nel bel mezzo di un gioco mediatico dove i Democratici (e quindi il Presidente Obama) accusano i repubblicani per avere creato la bolla finanziaria e il crollo delle borse, mentre i Repubblicani a loro volta accusano i sindacati per la loro immobilità. Solitamente, i Repubblicani hanno sempre perso in questo tipo di giochi, quindi credo che dopo lunghi negoziati si arriverà ad una soluzione. Nel frattempo però tutta la pressione è sulle due compagnie più in difficoltà, General Motors e Chrysler, che devono prendere provvedimenti per dimostrare la loro buona fede.

BFC: passiamo all’economia, quali sono le ultime sullo stato di salute degli Americani?

CK: Le ultime sull’economia Usa sono negative ma sempre meglio di quanto raccontano i giornali. Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti continuerà a scendere nei prossimi trimestri, ma molte di queste analisi sono esagerate rispetto la vera entità della crisi. Per esempio: molti osservatori puntano l’attenzione sul livello di disoccupazione senza segnalare che il numero degli occupati è superiore del 30% a quello di 20 fa. Le 500.000 richieste di sussidi settimanali sono un numero molto elevato, ma non così alto se si considera il numero totale di lavoratori in gioco. Continuiamo a credere che una volta che Obama sarà Presidente il tono delle notizie cambierà: i primi segnali di miglioramento avranno solo n primavera. 

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