Stati Uniti – 54 milioni di famiglie detiene azioni e obbligazioni

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Avatar di Marco Mairate 16 Dicembre 2008 | 16:30
Metà delle famiglie americane possiede azioni e obbligazioni. A dirlo è l’ultima ricerca condotta dall’Investment Company Institute (l’Assogestioni statunitense) e SIFMA (Securities Industry and Financial Markets Association). Si scopre così che 54,5 milioni di famiglie residenti negli Stati Uniti investe in azioni e obbligazioni, un trend in costante crescita negli ultimi venti anni ma che dal 2001 mostra i primi segnali di cedimento.

NON E’ UN PAESE PER CORRENTISTI

Lo studio, che prende in esame le attività di oltre 5.000 famiglie americane, fotografa l’appetito finanziario degli Stati Uniti, un paese che per tradizione e cultura finanziaria ha sempre posto l’investimento finanziario ai primi posti della propria asset allocation.

Circa 54,5 milioni di famiglie americane scelgono la Borsa e il mercato dei capitali per investire i propri risparmi: questa quota rappresenta circa il 47% delle famiglie americane e mostra un progresso rispetto il 39% rilevato nel 1989.

NEL GRAFICO SOTTO L’ANDAMENTO DELLA PERCENTUALE DI POSSESSO DI AZIONI E OBBLIGAZIONI DA PARTE DELLE FAMIGLIE AMERICANE (FONTE:ICI)

PIANI A CONTRIBUZIONE DEFINITA E INVESTIMENTI: UN BINOMIO VINCENTE

Secondo lo studio, uno dei driver che hanno portato alla rapida crescita dell’investimento finanziario è da ricercarci nei diversi strumenti di risparmio presenti negli Stati Uniti come piani di risparmio pensionistici egregiamente rappresentati dal 401(K) [piani a contribuzione definita offerti da una società ai propri dipendenti per accantonare una parte del reddito a scopi futuri previdenziali. In alcuni casi (spesso ma non obbligatoriamente) il datore aggiunge un suo contributo pari a quello del lavoratore. Ritirare prima del dovuto parte delle somme comporta una penalità fiscale. Il nome deriva dal numero della Sezione del Codice Fiscale che descrive il programma.]

Tra il 1989 e il 2004, per esempio, il numero di partecipanti ai piani di contribuzione definita è salito da 36 a 65 milioni: “Questa ricerca dimostra il ruolo fondamentale del sistema 401(k) nel trasformare gli americani in un popolo di risparmiatori e investitori” commenta Paul Stevens, presidente e Ceo di ICI.

ALTRI TEMI INTERESSANTI DELLO STUDIO (che alleghiamo sotto):

•    All’interno di coloro che sono in età lavorativa, il reddito e l’educazione della famiglia giocano un ruolo chiave nel determinare il tipo di investitore/risparmiatore. Per esempio è dimostrato che coloro che dispongono di un reddito annuo di 100.000 dollari evidenziano una ownership rate del 65% se posseggono un titolo di studio di scuola superiore, percentuale che sale al 90% per coloro che possiedono una laurea.

•    Ogni nuova generazione di lavoratori ha una maggior predisposizione all’investimento rispetto la precedente.

•    La tolleranza al rischio è in diminuzione dal 2001. Ovviamente il mercato orso del 2000-2001 e le recenti turbolenze dei mercati hanno visto scendere la ownership rate dal 57% del 2001 all’attuale 47%.

•    Anche l’età influenza le scelte di investimento, con gli investitori più anziani che dichiarano di accontentarsi un minor rendimenti a fronte di minor rischi.

•    La maggioranza di coloro che investono in azioni e obbligazioni dichiarano di utilizzare internet per monitorare o gestire le proprie finanze.

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