Banco Bpm guarda alla Consulta per completare procedura recesso

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di Luca Spoldi 2 Gennaio 2017 | 13:12

BANCO BPM AL TEST DEL RECESSO – La fusione tra Bpm e Banco Popolare che ha portato alla nascita, dal primo gennaio 2017, di Banco Bpm, ha visto l’esercizio del diritto di recesso su un totale di circa 179,153 milioni di azioni Bpm e circa 37,758 milioni di azioni Banco Popolare al prezzo rispettivamente di 0,4918 euro per azione (per Bpm) e 3,156 euro (per Banco Popolare).

AZIONI DA OFFRIRE SUL MERCATO – Tali azioni sono poi state offerte in opzione ai soci dei due istituti al medesimo prezzo, ma la richiesta è stata scarsa: in particolare i soci Bpm hanno manifestato la volontà di acquistare circa 2,195 milioni di azioni, mentre i soci di Banco Popolare solo circa 179 mila azioni. I titoli che non sono stati riacquistati dagli azionisti dovrebbero ora essere offerti sul mercato con tempistiche e modalità ancora da definire, come precisa una nota dei due istituti.

SI ATTENDE LA PRONUNCIA DELLA CONSULTA – Ove poi rimanessero azioni inoptate o invendute sul mercato la situazione si complicherebbe: l’iter di trasformazione delle popolari in Spa prevedrebbe la facoltà di limitare parzialmente o totalmente il rimborso al diritto di recesso, ma è pendente una pronuncia in merito da parte della Corte Costituzionale, interpellata al riguardo dal Consiglio di Stato. Se la corte optasse per l’incostituzionalità di tale facoltà, si potrebbe arrivare anche al rimborso integrale delle azioni sulle quale è stato richiesto il recesso, cosa che comporterebbe un aggravamento dei costi che graverebbero su Banco Bpm.

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