Per Rabobank la Cina resterà fonte di preoccupazioni

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Luca Spoldi di Luca Spoldi3 gennaio 2017 | 10:59

RABOBANK VEDE CRESCITA CINESE AL 4,5% – Notizie poco confortanti per la Cina e per la crescita mondiale: secondo le stime di Rabobank la crescita cinese viaggia attualmente al ritmo del 4,5% annuo, molto meno del 6,75% riportato ufficialmente e mentre la situazione sembra per ora essersi stabilizzata, non tutti i rischi sono da ritenersi superati, anzi.

MERCATO IMMOBILIARE SEMPRE PIU’ A RISCHIO – Uno dei rischi principali riguarda il mercato immobiliare sempre più affaticato, non solo nelle città maggiori (le cosidette “tier 1”) come Shanghai e Shenzen ma anche in quelle di media e piccole dimensioni (rispettivamente denominate “tier 2” e “tier 3”), dove i prezzi continuano a salire troppo rapidamente rispetto ai fondamentali macroeconomici, a causa del fatto che il mercato immobiliare viene visto come il solo dove si possano fare profitti e che risulta al momento relativamente privo di rischi, dopo il collasso dei mercati azionari dello scorso settembre.

TROPPE FONTI DI INCERTEZZA – “La formula originale e altamente di successo di crescita guidata dalle esportazioni è stata gradualmente convertita in una crescita guidata dalla domanda domestica” ricordano gli esperti di Rabobank notando come “una crescita più lenta è un problema per le autorità politiche cinesi” perché molti nuovi posti di lavoro debbono ancora essere creati mentre settori come l’acciaio e il carbone stanno già affrontando ristrutturazioni. Così il 4,5% appare ad un tempo troppo modesto per le necessità di Pechino ma anche non del tutto certamente sostenibile. Frizioni commerciali con gli Usa, sfide demografiche e completamento della transizione verso un’economia di mercato resteranno dunque alcune delle sfide che concorreranno a mantenere nei prossimi anni la Cina una fonte di incertezze più che un motore della crescita mondiale.


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