Frode Madoff – il fallimento della due diligence

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di Marco Mairate 22 Dicembre 2008 | 10:31
Uno degli aspetti più controversi della vicenda Madoff, che vede l’investment manager 70enne imputato di aver perso oltre 50 miliardi di dollari dei propri clienti, è la totale mancanza di controlli sull’attività del gestore. Secondo Jerome de Lavanere managing parters della società di consulenza Laven Partners, il caso Madoff mostra la totale inadeguatezza e la lassiva implementazione delle due diligence da parte di investitori e dei loro adivsor.

COS’E’ LA DUE DILIGENCE

La speranza dell’esperto intervistato da Hedgeweek, è che la frode Madoff segni un punto di svolta nelle operazioni di due diligence, o per lo meno che vengano prese più seriamente.

Secondo Wikipedia l’espressione inglese due diligence identifica il processo investigativo che viene messo in atto per analizzare valore e condizioni di un’azienda, o di un ramo di essa, per la quale vi siano intenzioni di acquisizione o investimento. In finanza la due diligence indica quell’insieme di attività svolte dall’investitore, necessarie per giungere ad una valutazione finale, analizzando lo stato dell’azienda, compresi i rischi di eventuale fallimento dell’operazione e delle sue potenzialità future.

Sotto il profilo etimologico, l’espressione due diligence viene dal francese. Venne infatti coniata all’interno della Banca Rothschild a Parigi per contrassegnare la “dovuta diligenza” (due diligence) che doveva contrassegnare ogni valutazione prima dell’apertura di linee di fido a imprese. Con l’espandersi delle attività della banca nelle varie capitali europee, a Londra, l’espressione importata all’interno della locale banca Rothschild venne tradotta dagli impiegati come “diligenza pagata” (due diligence), cioè come l’indicazione della presenza fisica dell’impiegato (oggi diremo analista) per controllare de visu i beni posti a garanzia del fido.

MADOFF E’ UN ESEMPIO ‘DISPENDIOSO’ DI MANCANZA DI DUE DILIGENCE

Sfortunatamente oggi la due diligence rimane spesso un aspetto formale, presente nell’eleganti brochure di advisor o società di investimento ma che nella realtà si traduce (in alcuni casi) in una ratifica formale di rapporti interpersonali tra investitori e manager: “Madoff è l’ultimo esempio di una frode che per diventare tale ha dovuto superare gran parte degli sforzi del processo di due diligence, che in alcuni casi, si risolve nel rapporto personale che sussiste tra investitori e manager”.

Effettivamente il caso di Madoff evidenzia come oggi troppi investitori basano le proprie scelte di investimento sulle frequentazioni da club (molti dei clienti di Madoff sono stati ‘reclutati’ nei più prestigiosi circoli di Golf degli Stati Uniti o tra i salotti buoni della comunità ebraica di New York) e le informazioni tramandate da amici circa performance passate.

Secondo Lussan, l’unica via di scampo per evitare trappole di questo tipo è una rigorosa due diligence bottom-up: processo fondamentale soprattutto nel caso della scelta del gestore hedge di fiducia.

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