Debito pubblico: altro che calare, con Renzi è cresciuto del 7,2%

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di Luca Spoldi 17 Gennaio 2017 | 10:54

RENZI, MISSIONE FALLITA – Matteo Renzi nel suo discorso d’insediamento davanti al Parlamento, nel febbraio 2014, aveva sottolineato la necessità di iniziare ad abbattere la montagna del debito pubblico italiano. Missione fallita, visto che come ricorda oggi l’agenzia Bloomberg durante i due anni del suo governo il debito stesso è salito alla cifra record di 2.617 euro per residente italiano, con un incremento che ha superato persino quello, già infausto, registrato dal governo guidato da Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2011: +7,6% contro +7%.

CRESCITA DEBITO PUBBLICO SENZA SOSTA – Contrariamente alle attese, il debito pubblico è del resto salito anche sotto il governo guidato da Mario Monti (+5,5%) e persino durante la breve parentesi che vide Enrico Letta premier (+0,9%). Del resto come ha confermato pochi giorni fa Banca d’Italia, a fine novembre il debito pubblico tricolore è salito rispetto al mese precedente di altri 5,6 miliardi arrivando all’astronomica cifra di 2.229,4 miliardi, a causa in particolare del fabbisogno mensile della pubblica amministrazione (7,1 miliardi).

TITOLI DI STATO, CRESCE QUOTA ESTERO – Da notare che per ora gli investitori mondiali non sembrano eccessivamente preoccupati (grazie all’azione messa in campo dalla Bce guidata da Mario Draghi che sta continuando a comprimere rendimenti e rischi dei titoli di stato dell’Eurozona), tanto che a fine novembre il controvalore totale di titoli di stato italiani detenuti da investitori esteri è salito a 737,8 miliardi (2 miliardi in più di fine ottobre), mentre la vita media residua del debito continua gradualmente ad allungarsi essendo arrivata a 7,3 anni (contro i 7 anni medi di inizio 2016).

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