L’impatto della mossa della Fed sui mercati nel 2017

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di Finanza Operativa 16 Dicembre 2016 | 11:45

A cura di Axa Im
Il rialzo della Fed era ampiamente atteso, alla luce di dati economici in miglioramento. La banca centrale americana portato a tre, da due, i rialzi previsti per il 2017, sebbene solo un ristretto numero di policymakers ha cambiato parere. Inoltre ha marginalmente aumentato le stime di crescita del Pil USA all’1,9% per il 2016 e al 2,1% per il 2017 (dall’1,8% e 2% rispettivamente), citando “il progresso registrato dall’economia”. Janet Yellen, la presidente della Fed, ha ammesso l’esistenza di una “nube d’incertezza” sulla futura politica economica degli Stati Uniti, ma ha ridotto al minimo i commenti sul possibile impatto della politica di spesa proposta da Donald Trump. Le previsioni della Fed non contengono anticipazioni su futuri cambi di politica.
Impatto sui Mercati
• La reazione dei mercati sembra dare maggior enfasi alla revisione delle aspettative di rialzo dei tassi nel 2017. Le massicce vendite dei Treasuries USA hanno alzato il rendimento a 10 anni di 15bps al 2,59%, il loro livello più alto da metà 2014.
• L’indice del dollaro USA ha toccato il livello più alto dal 2003, mentre le valute dei mercati emergenti sono sprofondate al ribasso.
•  L’S&P 500 ha ritracciato dai recenti rialzi dopo la notizia, per chiudere in ribasso dello 0,8% mercoledi.
La nostra analisi
• Ci attendiamo che il Pil statunitense cresca dell’1,6% nel 2016, del 2,1% nel 2017 e dell’1,9% nel 2018 (marginalmente al di sotto del consensus). Le nostre previsioni sull’inflazione CPI sono di un aumento dell’1,8% nel 2017 e del 2,5% nel 2018. Tuttavia, teniamo conto della marcata incertezza circa le priorità politiche della nuova amministrazione.
• Ci aspettiamo che la Fed continui con prudenza la stretta monetaria nel 2017, prima di accelerarla nel 2018. Ci attendiamo due rialzi nel 2017 (giugno e dicembre) e tre nel 2018, con i tassi che si assesteranno a 1,75-2,0% a fine 2018.
• Un inasprimento delle condizioni finanziarie, comprese pressioni sui rendimenti dei decennali USA, che prevediamo al 2,75% per fine 2017, e un rialzo nel dollaro ponderato su base commerciale, ci porta a prevedere che i rialzi verranno fatti a un ritmo più lento delle attese il prossimo anno. Le nostre previsioni per i mercati azionari e obbligazionari restano immutate.
Cosa succederà ora?
• I rischi per l’economia statunitense restano, specialmente in relazione all’incertezza che circonda le priorità politiche del presidente eletto Trump, mentre critiche crescenti circa la forte espansione del bilancio della Fed potrebbero aumentare le preoccupazioni degli investitori.
• Le note della riunione di dicembre della Fed, che saranno diffuse il 4 gennaio, forniranno maggiori elementi agli investitori circa la sua decisione e le previsioni per l’economia.
• Donald Trump si insedierà il 20 gennaio 2017 e dovrebbe nominare due nuovi governatori della Fed che siederanno nel comitato responsabile della politica monetaria.

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