Lehman, all'asta le opere d'arte?

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di Stefano Porrone 2 Gennaio 2009 | 15:36
Forse va all’asta la collezione Lehman Brothers.Sono solo voci, quelle che vorrebbero vedere sul mercato la straordinaria collezione della Lehman. Già il 12 Novembre, Richard Fuld, ex Ceo della banca, e sua moglie Kathy hanno venduto tramite Christie’s alcune opere di grafica della raccolta di famiglia.

16 i lotti messi in vendita, datati tra il 1930 e la fine degli anni Settanta di artisti americani del calibro di come Barnett Newman, Arshile Gorky, Willem de Kooning e Agnes Martin Il collasso finanziario dell’istituzione bancaria, però, non sarebbe la causa della cessione delle opere appartenenti ai Fuld, la quale hanno dichiarato di aver raggiunto l’accordo per la vendita con la casa d’aste a luglio. Ora c’è un’enorme curiosità sul destino delle 3.500 opere che compongono il fondo “arte” della ormai deceduta banca Statunitense.
 
Una collezione decisamente di qualità visto che raccoglie molte importanti opere di arte contemporanea tra le quali lavori di Takashi Murakami, Andreas Gursky e Jasper Johns esposti nei diversi uffici della banca sparsi per il mondo. Un destino incerto per una collezione d’arte che si è arricchita nel 2003 grazie alle 900 opere della Neuberger Berman, società acquisita in quegli anni dal gruppo Lehman. Il gruppo Lehman è stato un vero pioniere nel scovare novità artistiche. Tra i suoi acquisti ricordiamo la grande scultura di Louise Nevelson e un dipinto di Wayne Thiebaud, oltre alle stampe di Jasper Johns e Frank Stella. Ma la passione per l’arte dei Lehman ha raccolto anche lavori di arte antica e moderna. Alcune tele di Renoir e Rembrandt acquistate direttamente da Robert Lehman, nipote del fondatore del gruppo, sono esposte nello spazio omonimo al MoMA. Pure Roy Neuberger, fondatore della Neuberger Berman, ha comprato lavori per la sua collezione privata e le ha esposte negli uffici, mentre altri acquisti, come un Edward Hopper e un Frankenthaler furono prestati al Neuberger Museum of Art di New York.

“Mi diedero un budget e mi lasciarono acquistare ciò che volevo” ha affermato a Bloomberg, Arthur Goldberg, collezionista d’arte che si è occupato degli acquisti d’arte dal 1990 al 1998. Goldberg si è rifiutato di fare pronostici sul valore della collezione Lehman, e si è limitato a dichiarare: “La mia speranza è che la collezione continui. Ma il mio spirito pragmatico mi dice che chiunque acquisterà Neuberger e Lehman guarderà alle opere come un vantaggio economico e non come ad opere d’arte”.

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