Banche italiane, cigni neri all’orizzonte

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di Finanza Operativa 21 Dicembre 2016 | 18:30

A cura di Wings Partners Sim

Per quanto si tenda a posticipare al 2017 i temi più scottanti lasciando a questi ultimi scampoli dell’anno processi generici di aggiustamento di portafoglio, difficile non ravvisare gli imminenti cigni neri che ci aspettano all’orizzonte. Tra i molti uno ci riguarda molto da vicino, ed ha a che fare con la problematica situazione delle banche italiane quando si parla dei c.d. “debiti problematici”. Il piano frettolosamente varato da un governo ancor più frettolosamente avvicendato a quello solo formalmente sconfitto dal recente referendum prevede lo stanziamento di un piano straordinario da 20 mld di euro per le banche. Un intervento ambizioso e con parecchie incognite sul reperimento delle risorse necessarie alla sua implementazione, ma a quanto pare già insufficiente a priori a tamponare le necessità di un sistema che vede in 52 mld di euro i requisiti di ricapitalizzazione necessari a smantellare tutta una serie di debiti incagliati che pesano come un macigno sul nostro sistema.

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Se non altro un atteggiamento quello italiano ben più condiscendente dei colleghi francesi, con nove banche transalpine che hanno ieri formalmente citato la BCE a causa dei penalizzanti coefficienti di capitalizzazione richiesti, e nasconde malamente la perdurante preoccupazione collegata ad un debito pubblico fuori controllo il cui destino , almeno a detta di molti commentatori che osservano con attenzione il difficile cammino della nostra economia a far data dall’adesione all’euro, sembra inevitabilmente proiettato ad un default, che per ovvi motivi, non potrà essere gestito come quello avvenuto in Grecia anni or sono (e che a tratti ancora riappare irrisolto ad ogni esborso da parte dell’Unione Europea).

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