Lo stratagemma "PPI"

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Avatar di Redazione 6 Gennaio 2009 | 08:30
Intervista a Emanuela Gastaldi, managing director di Prem1er, società di ricerca e selezione del personale. I principali temi affrontati riguardano: le caratteristiche sulle quali si dovranno focalizzare i manager per affrontare al meglio le sfide del 2009 e lo strumento innovativo di analisi personale (Personal Profile Indicator).

Saper gestire con versatilità e proattività congiunture sfavorevoli, avere spiccate doti di problem solving, accompagnate da una forte etica professionale. Sono queste, secondo Emanuela Gastaldi, managing director di Prem1er, società di ricerca e selezione del personale, intervistata da ADVISOR, le caratteristiche sui cui molti manager dovranno focalizzarsi nel 2009, per affrontare al meglio un anno che si preannuncia ricco di sfide.

La vostra società opera nel settore della risorse umane da quasi vent’anni. Che tipo di supporto il vostro team di consulenti è in grado di offrire ai clienti?
Il nostro team di consulenti è in grado di supportare le aziende nella ricerca e selezione del personale, in particolare di figure manageriali e middle management.
Offriamo, inoltre, servizi di consulenza, analisi di clima, interventi di coaching e mappatura organizzativa; studiamo percorsi di formazione manageriale su misura per ciascun cliente.
Mettiamo a disposizione uno strumento di analisi personale, il PPI, Personal Profile Indicator, per ottimizzare il processo di valutazione dei collaboratori e come supporto per la formazione e lo sviluppo delle competenze.

Può spiegarci meglio come funziona questo servizio?
PPI fornisce, attraverso l’elaborazione di una serie di questionari, un profilo dettagliato, la cui validità è comprovata da un’ampia casistica, che può essere utilizzato dalle aziende a completamento della valutazione di risorse esterne e interne, per l’individuazione dei piani di sviluppo delle competenze e per supportare il cambiamento e favorire la crescita personale e professionale delle risorse umane. I questionari somministrati indagano gli aspetti della persona maggiormente indicativi dell’allineamento al ruolo richiesto in azienda come orientamento personale, stile d’apprendimento, problem solving, comunicazione e interazione con il team.


Secondo lei, in seguito ai recenti crolli di molti istituti finanziari si può ipotizzare che nei prossimi mesi molti manager di talento si metteranno alla ricerca di una nuova occupazione? Come crede che si svilupperà questa ipotesi?
Effettivamente, mai come in questo periodo figure manageriali di un certo rilievo si avvalgono della nostra consulenza per valutare varie opportunità.
Data la contingenza, non si tratta di un desiderio di affrontare nuove sfide o confrontarsi con realtà più premianti, ma di vero e proprio bisogno, in uno scenario economico che non sa offrire garanzie e continuità e nemmeno percorsi sicuri di crescita.
Il manager, oggi, non è in cerca di lavoro a seguito di passi sbagliati compiuti nell’azienda da cui proviene, ma perché, per razionalizzare le strutture e renderle meno gravose, spesso le aziende ricorrono a fusioni e acquisizioni, rendendo di fatto doppie alcune posizioni.
Credo che in questo periodo saranno premiati i professionisti che abbiano dato prova, nelle precedenti esperienze, di saper gestire con versatilità e proattività congiunture sfavorevoli. Ritengo che riusciranno a rimettersi in gioco le persone che avranno investito sulla propria crescita, sia personale, sia professionale.

Nell’ambito dell’asset management quali saranno per il 2009 le figure e gli skill che potranno avere maggior successo?
In generale, ritengo che siano da coltivare le abilità necessarie a favorire innovazione nei processi, con una forte capacità di analisi prospettica e di saper cogliere e interpretare le differenze per definire l’identità organizzativa e culturale nei diversi contesti economici a livello globale.
Da non trascurare poi l’etica professionale, che sarà il valore in assoluto più importante in questo scenario di grande incertezza e in rapido cambiamento.
Per quanto riguarda, infine, il settore finanziario ritengo che ricopriranno un ruolo chiave gli analisti del credito e i risk manager.



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