Rendimenti obbligazionari europei ancorati alle politiche accomodanti della Bce

A
A
A
di Finanza Operativa 22 Dicembre 2016 | 17:00

A cura di David Zahn, Head of European Fixed Income, Senior Vice President e Portfolio Manager di Franklin Templeton Fixed Income Group
La vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi si è aggiunta al livello di incertezza politica in Europa, in seguito al voto Brexit britannico. Nel 2017 ci attendono le elezioni in Francia ed in Germania e potrebbero portare ad una nuova serie di risultati inattesi. Tuttavia è importante ricordare che, nonostante tutti gli sconvolgimenti politici, i fondamentali macroeconomici sottostanti della zona euro sono migliorati. Ci aspettiamo che continui questa ripresa lenta, ma costante, supportata dal QE della Banca Centrale Europea (BCE), che riteniamo verrà prolungato fino a quando i dati economici non segnaleranno una ripresa più duratura.
Un affollato calendario politico getta ombre sull’Eurozona. Nel corso del 2017, riteniamo che il tasso di crescita dell’Eurozona rimarrà probabilmente lo stesso. I fattori strutturali, come la bassa crescita demografica, renderanno difficile l’aumento del tasso, considerato anche gli attuali livelli in confronto favorevoli all’andamento del tasso di crescita della regione. Pensiamo però che dovremo probabilmente attenderci più di una ripresa dell’inflazione.
Da quando all’inizio del 2016 la depressione dei prezzi del settore energetico ha portato l’inflazione in territorio negativo, si è successivamente registrato un recupero e ci aspettiamo che continui ulteriormente nel corso dei prossimi 12 mesi dal momento che la ripresa del settore energetico ha un impatto sui dati. Esiste anche la possibilità che un ampliamento della politica fiscale statunitense sotto l’amministrazione di Trump, possa portare ad un rialzo dell’inflazione non solo negli Stati Uniti, ma anche in altre parti del mondo. Tuttavia, considerando il basso livello di partenza dell’inflazione dell’Eurozona ad inizio 2016, nel 2017, secondo il nostro punto di vista, si attesterà al di sotto del target del 2% della BCE.
Oltre al contesto economico, riteniamo che gli investitori debbano tenere in considerazione l’affollato calendario politico europeo del 2017. Sarà interessante vedere se i candidati populisti nel corso delle elezioni tedesche e francesi avranno maggiore sostegno dopo la vittoria di Trump negli Stati Uniti. Per quanto concerne gli impatti più diretti sull’Europa che potrebbero derivare dall’amministrazione Trump, questi dovrebbero verosimilmente incentrarsi sul commercio e sulle relazioni internazionali.
Un ambito in cui l’amministrazione di Trump potrebbe avere una certa influenza sono le trattative della Brexit tra il Regno Unito ed il resto d’Europa in merito alle condizioni per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Durante la sua campagna, Trump è stato un sostenitore della Brexit e le politiche che adotterà una volta entrato alla Casa Bianca potrebbero far riconsiderare ai leader europei il loro approccio sull’uscita del Regno Unito. Per esempio, Trump ritiene che i partner esteri degli Stati Uniti dovrebbero aumentare le spese militari e potremmo vedere il Regno Unito e l’Europa uniti nell’affrontare questa tematica dato che la spesa militare del Regno Unito è maggiore rispetto a quella Europea. Però, mentre la presidenza di Trump accompagna un sostanziale cambiamento, ci vorrà del tempo prima che le sue politiche vengano realizzate.
Per quanto riguarda i negoziati relativi alla Brexit, la determinazione del governo del Regno Unito di andare avanti rapidamente potrebbe minacciare la probabilità di un risultato ottimale. Pensiamo che i candidati in corsa per la Francia e la Germania potrebbero essere riluttanti a sostenere condizioni eccessivamente favorevoli per il Regno Unito. Questo accordo potrebbe non solo essere negativo per l’economia britannica, ma anche il suo impatto sull’UE potrebbe essere sottovalutato. A nostro avviso un’economia europea continentale che cresce solo lentamente non può permettersi il lusso di perdere un tale partner commerciale.
Probabile approccio cauto da parte della Bce. Nell’Eurozona in questo contesto di crescita lenta, di inflazione contenuta e di incertezza politica, pensiamo che la BCE continuerà a dar la priorità alle sue politiche accomodanti. A nostro avviso, anche se sono probabili degli adattamenti alle leve politiche della BCE, le grandi linee del suo allentamento monetario potrebbero rimanere tali durante gran parte del 2017. Se prima i dati non diventano più solidi, sembra improbabile che i politici rischino di minacciare la già fragile ripresa della regione con politiche di tapering.
Che cosa significano queste prospettive per i mercati obbligazionari europei nel 2017? In primo luogo, riteniamo che i rendimenti obbligazionari europei rimarranno relativamente ancorati alle politiche accomodanti in corso attuate dalla BCE. In secondo luogo, l’incertezza politica potrebbe portare ad ulteriori episodi di crescita della volatilità sui mercati, con la conseguente correzione dei mercati che  spesso crea interessanti opportunità di investimento.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti