Un’alternativa ai bond: dividendi e riacquisti di azioni proprie

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di Finanza Operativa 29 Dicembre 2016 | 10:30

A cura di Ubs Wealth Management
I rendimenti obbligazionari sono estremamente bassi in Svizzera, nell’eurozona e in Giappone. Le società che offrono flussi di redditi stabili in queste regioni sono ancora più richieste.
Tradizionalmente gli investitori tendono ad acquistare obbligazioni per percepire redditi e azioni per accrescere il capitale. Tuttavia, in un mondo di rendimenti estremamente bassi, le obbligazioni generano ormai redditi insufficienti, soprattutto in Svizzera, nell’eurozona e in Giappone. Oggi il 51% dei titoli di Stato dell’eurozona offre rendimenti negativi, a fronte del 77% in Giappone e dell’85% in Svizzera. La buona notizia è che alcune azioni possono sopperire a questa mancanza.
Per il 2017, gli investitori alla ricerca di redditi possono trovare valide alternative alle obbligazioni in alcune azioni dell’eurozona, della Svizzera e del Giappone. Il CIO predilige le azioni con distribuzioni sostenibili e una crescita dei dividendi superiore alla media. Il CIO non detiene un sovrappeso complessivo in questi tre mercati azionari, che però mostrano prospettive di utili abbastanza stabili da consentire alle imprese che abbiamo selezionato di effettuare distribuzioni elevate. In un mondo di bassi rendimenti, i dividendi sono re.
Nell’eurozona: i dividendi sono sempre stati una componente importante dei rendimenti degli investitori e rappresentano circa un terzo della performance di lungo termine dell’MSCI EMU, ma in un contesto di bassi tassi d’interesse svolgono un ruolo ancora più importante. A inizio novembre, a fronte di un tasso sui titoli di Stato decennali poco sopra lo zero, l’indice azionario MSCI EMU offriva un rendimento di circa il 3,7%. La differenza tra i due valori è ormai vicina a livelli record. Inoltre, i titoli ad alta crescita dei dividendi che abbiamo selezionato nell’eurozona presentano un rendimento da dividendi medio ancora più alto. In presenza di politiche relativamente vicine ai mercati e di una crescita economica stabile, queste società dovrebbero poter continuare ad alzare i dividendi.
In Svizzera: il mercato azionario svizzero offre un rendimento da dividendi di oltre il 3,5% (indice SMI), contro un tasso di gran lunga inferiore all’1% per le obbligazioni corporate in franchi svizzeri. Il CIO ha selezionato azioni che offrono una buona combinazione di dividendi sostenibili e in crescita, in una fase in cui le aziende elvetiche registrano un tasso d’indebitamento netto ai minimi storici e una solida redditività.
In Giappone: le aziende giapponesi possono contare su ingenti livelli di liquidità. Le disponibilità liquide sono ai massimi storici, mentre il rapporto debito/mezzi propri si attesta ai livelli più bassi degli ultimi 15 anni. Tradizionalmente le società giapponesi sono famose per gli scarni dividendi distribuiti, ma questa situazione sta cambiando. La riforma della corporate governance favorisce l’adozione di politiche più vicine agli azionisti. Si registra già un aumento dei riacquisti di azioni proprie, sulla scia della maggiore risolutezza degli investitori e delle pressioni mirate alla dismissione delle posizioni incrociate e a un incremento della redditività. A novembre i programmi di riacquisti azionari in Giappone erano già cresciuti del 17% rispetto all’anno precedente. Crediamo che gli investitori possano beneficiare delle posizioni in aziende che hanno intrapreso o dovrebbero varare presto programmi di riacquisto di azioni proprie. Le società che hanno annunciato piani di questo tipo hanno sovraperformato il mercato di oltre il 30% da gennaio 2012.

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