Rbs vola a Londra, transazione extragiudiziaria negli Usa più vicina

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di Luca Spoldi 26 Gennaio 2017 | 14:50

RBS A TUTTO GAS A LONDRA – Royal Bank of Scotland Group balza all’insù dell’8,7%, il miglior risultato degli ultimo due mesi, sul listino di Londra, dopo che la banca ha annunciato di aver accantonato 3,1 miliardi di sterline, quasi raddoppiando l’ammontare degli stanziamenti (saliti a 6,8 miliardi di sterline), in vista di una soluzione che chiuda ogni pendenza legale negli Usa connessa alla vendita, ritenuta irregolare, di carta finanziaria collegata a mutui residenziali subprime.

PIU’ VICINO ACCORDO LEGALE CON GLI USA – Non è ancora chiaro quando una transazione potrà essere raggiunta, ma la reazione del mercato mostra come l’istituto guidato da Ross McEwan appaia più vicino alla risoluzione dei suoi problemi con le autorità statunitensi. La somma appare inoltre commisurata a quanto potrebbe dover pagare l’istituto rispetto ai 7,2 miliardi già pagati da Deutsche Bank e ai 5,3 miliardi pagati da Credit Suisse per la stessa vicenda.

DIFFICILE STIMARE ESATTO AMMONTARE PENALE – Non è comunque semplice prevedere quanto dovrà pagare Rbs, dato che in questi casi una parte della somma è di solito rappresentata da misure a favore della clientela e che l’istituto ha già parzialmente pagato somme per chiudere altre cause correlate all’indagine delle autorità Usa. Come Rbs, che non avrebbe ancora avviato negoziati “avanzati” col Dipartimento di Giustizia Usa (fase che dura tipicamente 12-18 mesi), potrebbero ora muoversi anche Ubs e Nomura.

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