Morningstar: azioni ormai costose dopo i rialzi di dicembre

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di Finanza Operativa 4 Gennaio 2017 | 10:00

A cura di Morningstar

Saldi finiti per le azioni del Vecchio continente. Il rally che ha caratterizzato le principali Borse europee nell’ultimo trimestre, e in particolare nel mese di dicembre, ha fatto lievitare le quotazioni azionarie portando i rapporti Prezzo/Fair value (P/FV) sopra quota uno.

Come mostrato dal grafico sottostante, tutti i segmenti della Morningstar Style Box presentano valutazioni superiori al fair value. Tra le azioni più costose troviamo quelle Large Value, il cui P/FV è salito a 1,05 in seguito a una performance di +8,1% registrata a dicembre (+11,6% nel 2016).

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I Large value ringraziano bancari ed energetici
Tra i titoli che più hanno contribuito nell’ultimo mese alla crescita delle azioni a larga capitalizzazione con stile value troviamo i petroliferi Royal Dutch ShellBritish Petroleum e Total, che hanno messo a segno guadagni rispettivamente del 10,7%, 10,6% e del 9,7% (in euro), e i bancari Banco Santander e BNP Paribas, le cui quotazioni sono salite del 15% e del 10,5%.

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Quest’ultimo risultato deriva dall’ottimo comportamento di tutto il settore finanziario, che nell’ultimo trimestre è stato in assoluto il best performer in Europa con un rendimento del 18,1%, seguito da quello minerario (+12,6%) e da quello energetico (+9,5%).

All’interno del segmento Large Growth, che a dicembre ha fatto segnare il guadagno più basso (+4,3%), i titoli Bayer e Novo Nordisk sono stati quelli che hanno dato il contribuito maggiore salendo rispettivamente dell’11,9% e del 7,1%.

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Minerai al top nel 2016
Nel mese di dicembre non si sono registrate grosse differenze nei rendimenti dei diversi settori, con performance comprese tra il 4% e l’8%, e questo ha contribuito a cristallizzare il forte divario tra i comparti migliori e i peggiori su base annua, con i minerari e gli energetici che hanno chiuso il 2016 guadagnando rispettivamente il 42% e il 22%, mentre health care e telecom (che ora è scambiato a un rapporto P/FV di 0,89) non sono andati oltre un misero +5% e +9%.

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