Miglioramento economico all’orizzonte

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di Finanza Operativa 18 Gennaio 2017 | 12:00

A cura di Pictet Am
L’ultimo trimestre del 2016 si conclude in maniera positiva per i mercati azionari (MSCI World in € +8.6%) che festeggiano l’elezione del nuovo presidente Trump, il cui programma di governo si focalizza sull’impulso a politiche reflazionistiche (taglio tasse e spese in infrastrutture). Importanti rotazioni geografiche e settoriali hanno caratterizzato il trimestre: Europa (Sx5e +10% in €) e Giappone (+15% in Yen) fanno particolarmente bene mentre gli Emergenti (Msci Emerging -5% in $) scontano una maggiore chiusura degli USA in termini di scambi commerciali. A livello settoriale i titoli ciclici (materie prime, finanziari, industriali) sovraperformano decisamente i difensivi (utilities, consumer staples) che soffrono anche a causa del rapido movimento di risalita dei rendimenti obbligazionari (titolo USA 10yr +85bp rendimento 2.5%, Bund 10anni +33bp rendimento 0.2%).
L’attesa per le nuove politiche dell’amministrazione USA giunge in un momento in cui le aspettative di inflazione avevano già iniziato a risalire a causa di dati macroeconomici migliori delle attese e migliore effetto base. L’esito negativo del referendum italiano e la conseguenze instabilità politica non hanno danneggiato gli asset italiani: è interessante registrare la sovraperformance della borsa di Milano, banche e BTP (rispettivamente +15% e +25% a dicembre con spread in restringimento di 40bp). Il motivo è legato al posizionamento, costruito nel corso di tutto il 2016, estremamente scarico di asset italiani.
La Fed con la decisione di rialzare i tassi d’interesse a dicembre (+25bp), segnala la volontà di mantenere una politica monetaria più restrittiva per bilanciare una politica fiscale più accomodante. La BCE estende il QE di 9 mesi (scadenza da marzo a dicembre 2017) riducendo tuttavia l’ammontare degli acquisti da €80bn a €60bn.
STRATEGIA. Dopo una corsa degli indici azionari di oltre il 9% sul trimestre, riteniamo che gli effetti positivi dell’elezione di Trump siano già incorporati nei prezzi. Il rialzo dell’indice S&P si è basato fino ad ora sull’effetto annuncio e su un movimento di espansione del P/E azionario, tuttavia per ulteriori spunti rialzisti serviranno dati di crescita più convincenti. Si va concretizzando un miglioramento economico in tutte le aree geografiche e un ritorno a tassi di inflazione più elevati, che potrebbe essere accolto favorevolmente almeno in prima battuta.
In ogni caso, seguiremo attentamente gli sviluppi da Washington su commercio mondiale, riforma fiscale, deregulation, tassi reali e differenziale di rendimento (Treasury- Bund). In Cina le condizioni di liquidità del mercato interbancario (sul quale abbiamo osservato dello stress nelle ultime settimane) e il ritmo di fuoriuscita dei capitali saranno particolarmente importanti.

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