Per l'indice Replat il mercato immobiliare rallenta

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di Marcella Persola 16 Gennaio 2009 | 10:40
Il mercato immobiliare rallenta ma non a Roma e Milano, uniche isole felici nel panorama nazionale. A confermarlo è l’indice Replat, indicatore elaborato dalla società attiva in Italia con il MLS.

Domanda in crescita nel II secondo semestre 2008 e mercato in rallentamento. È questo il primo dato che emerge dall’analisi svolta da REplat (MLSystem) sull’andamento del mercato immobiliare italiano nel secondo semestre del 2008.

Come già evidenziato nel corso del primo semestre, anche l’Indice REplat relativo agli ultimi 6 mesi del 2008 ha confermato il generale rallentamento del mercato nazionale del mattone, con la domanda immobiliare di dicembre a -6,23%, sottolineando però un significativo recupero del +5,27% rispetto al -11,50% del mese di giugno dovuto soprattutto al rinnovato interesse per gli investimenti nel settore.

Per quanto riguarda l’offerta invece nulla di nuovo sotto l’orizzonte. L’offerta resta praticamente invariata, oscillando regolarmente tra il 13,40% di luglio al 12,55% di fine anno, segno che gli operatori hanno cercato di tirare fuori il massimo da ciò che già avevamo in portafoglio.

«Nell’ultimo anno il mattone italiano ha subito una brusca frenata e le previsioni per il 2009 fanno intendere che la musica non cambierà in breve tempo» spiega Vincenzo Vivo, presidente di REplat. «Il modo per far fronte alla situazione, però, esiste perché la collaborazione nella compravendita è l’antidoto alla crisi».

Ma esistono comunque delle eccezioni. E’ il caso di città come Roma e Milano con le relative province che hanno registrato valori positivi, almeno per l’indice Replat. In particolare a Milano l’offerta e la domanda sono state positive per tutto il 2008, grazie anche all’influenza dell’Expo 2015. Mentre a Roma è stata soprattutto la provincia a fare il botto. L’interesse per la provincia non sembra diminuire e conferma l’idea che anche nella capitale ci si stia orientando verso uno spostamento di popolazione al di fuori dei centri principali in favore di quelli più piccoli. Tendenza in atto ormai da qualche anno.

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