Osservatorio carte di credito – Come reagiscono gli emittenti alla crisi

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Avatar di Marco Mairate 21 Gennaio 2009 | 16:30
Dopo aver invaso per anni gli americani con offerte di carte di credito e spesso altissime di linee di credito, i finanziatori stanno drasticamente riducendo entrambe, nello stesso momento in cui l’attuale crisi economica sta mettendo in difficoltà i consumatori.Insieme a Fabio Menghini, Country Manager Italia di TSYS, verrà analizzata l’ultima bolla: quelle delle carte di credito e del denaro facile.

La riduzione interessa anche i consumatori meritevoli di credito e minaccia un già assediato settore bancario con un’altra ondata di perdite pesanti, dopo un’epoca in cui  si sono registrati profitti record anche grazie alla facilità di dare credito che ha aiutato a generare tali guadagni facili.

I finanziatori di carte di credito hanno stimato circa 21 miliardi di USD in crediti-spazzatura derivanti dall’utilizzo di carte di credito per il solo primo semestre del 2008, in conseguenza di un aumento dei mutuatari inadempienti sui propri pagamenti.

Con le aziende che stanno lasciando senza lavoro decine di migliaia di impiegati, il settore rischia di perdere almeno altri  55 miliardi di USD nel corso del prossimo anno e mezzo, dicono gli analisti. Attualmente, il totale delle perdite ammontano al 5,5% del debito complessivo derivante da carte di credito, e potrebbe superare il livello del 7,9 % raggiunto dopo lo scoppio della bolla tecnologica avvenuto nel 2001.

I grandi emittenti di carte di credito, come American Express, Bank of America, Citigroup, hanno iniziato a stringere maggiormente gli standard per i richiedenti e stanno diminuendo la quota di clienti maggiormente rischiosi all’interno del proprio portafoglio complessivo Capital One, un altro grande emittente, per esempio, ha chiuso in maniera aggressiva i conti inattivi e ha ridotto le linee di credito a favore dei clienti del 4,5% nel secondo trimestre rispetto al precedente periodo.

Gli emittenti stanno evitando i consumatori già indebitati e stanno riducendo i limiti di credito per i titolari di carte già emesse, in particolar modo per i clienti che vivono in aree devastate dalla crisi immobiliare o che lavorano in settori travagliati.

IL TESORO USA SI AFFIDA AL “BAD CREDIT HOTEL”

La profondità dell’attuale crisi finanziaria ha sconvolto una nazione credito-dipendente, che si trova ora costretta a ripensare le proprie abitudini. Molte famiglie, una volta favorevoli ad acquistare subito per poi pagare più tardi, ora sono desiderose di tagliare quanto prima il loro affidamento sulle carte di credito. Il Dipartimento del Tesoro, che sta spendendo miliardi di dollari di denaro dei contribuenti per ripulire una situazione complessa dovuta in parte anche ad un utilizzo troppo facile del credito, ha recentemente avviato una campagna pubblicitaria che invita i consumatori a visitare il “Bad Credit Hotel”, un gioco on-line che insegna le regole basi per mantenere un buon credito.

Anche gli emittenti che vantano un buon rating di credito non sono esenti. American Express, che tradizionalmente ha nel proprio portafoglio un maggior numero di clienti abbienti, ha dichiarato di stare valutando la possibilità di incrementare i tassi di interesse di 2 o 3 punti percentuali in più per alcuni dei suoi titolari di carta di credito – una mossa che potrebbe, ad esempio, spingere un tasso del 15% fino al 18%.

Perfino alcuni programmi di fedeltà stanno risentendo della crisi: alcuni emittenti stanno infatti provando delle scorciatoie per tagliare costi e risparmiare denaro anche in quest’area. Basti pensare che alcune società hanno deciso di sostituire televisori come, ad esempio, Sony con brand più convenienti, cosi da ridurre il costo dei premi richiesti dai clienti.

Contemporaneamente, rallenta notevolmente il flusso promozionale: le offerte via mail verso clienti nuovi e già esistenti stanno vertiginosamente scendendo al di sotto di 8,4 miliardi di pezzi, il livello più basso dal 2004, secondo Mintel Comperemedia, una società di ricerca di marketing diretto.

“Eravamo abituati a ricevere almeno 2 offerte alla settimana, ma ad oggi non ne ho ricevuta nemmeno una in un intero anno” dice Brett Barry, proprietario di un agenzia immobiliare alla periferia di Phoenix, con una posizione debitoria solida e senza particolari problemi.

Mr. Barry ha inoltre affermato che, senza alcun preavviso, American Express ha ridotto il limite di credito sia per la propria carta di credito business che per quella personale almeno quattro volte nel corso dell’ultimo anno. Tale cambiamento ha anche reso maggiormente difficile la gestione del libro paga e del bilancio della sua società.

Gli emittenti di carte di credito hanno realizzato che il loro mercato è in fase di contrazione e che non vi è alcun spazio per altre carte di credito, e quindi stanno di fatto facendo retromarcia. Le persone sono già fortemente sotto pressione a causa delle ipoteche e dei debiti derivanti da carte di credito già emesse.

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