Obbligazioni governative – La bolla sta montando

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di Marco Mairate 21 Gennaio 2009 | 08:30
“La domanda che investitori e risparmiatori si pongono è una sola, dove investire in questo momento. In un mercato caratterizzato da bassi tassi di interesse e con i conti corrente che offrono interessi di un punto percentuale o meno, sta crescendo la convinzione che il miglior posto per investire siano le obbligazioni governative. Ciononostante, tra gli addetti ai lavoro esiste largo consenso che stia per partire una nuova bolla sui titoli governativi”. A dirlo è Quentin Fitzsimmons, responsabile obbligazioni governative per la britannica Threadneedle.

Secondo l’economista, “Se i buoni del Tesoro Usa che offrono un rendimento del 2,3% per le scadenze a dieci anni, e proprio quando i governi prendono a prestito un ammontare senza precedenti di risorse finanziarie, è scontato che queste voci comincino a circolare. Insieme ad forte paura per l’inflazione crescente, si delinea quella che venne chiamata nei primi anni novanta, l’incontinenza fiscale.”

Il vero problema, secondo l’esperto di Threadneedle, è il rapporto tra domanda e offerta.

Sappiamo  infatti che il Governo Britannico necessita di reperire 150 miliardi di dollari di Gilts (obbligazioni emesse dal Governo britannico) nel prossimo anno e questo dovrebbe già essere incluso nei prezzi attuali. Quello che non è chiaro, è se un ipotetico giorno, durante una delle aste di nuovi Gilts, ci saranno sufficienti richieste da parte dei sottoscrittori. Il continuo ricorso al debito da parte del Governo, sta infatti deprimendo i prezzi dei Gilts, ma d’altro canto il Governo ha bisogno che gli investitori continuino a comprare (e a conservare) Gilts. Elemento fondamentale perché la domanda si mantenga forte.

Un buon esempio di questi ‘incentivi’ viene suggerito dalla FSA (la Consob britannica ndr), “che recentemente ha pubblicato un paper che suggerisce come le banche debbano aumentare la propria esposizione verso le obbligazioni governative. Possedere questi asset permette d’infatti canto agli istituti di prestare denaro in modo leggero. Aggiungo come la dimunizione nella solvibilità dei fondi pensione incoraggerà ulteriormente i titoli governativi.

A questo quadro si accompagna il calo dei consumi e la propensione dei consumatori nel contrarre meno debiti e risparmiare di più: per questo motivo i Gilts a 10 anni (che offrono 3 centesimi sopra il rendimento più breve), presentano una buona opportunità per quei risparmiatori che oggi prendono poco o nulla dal conto corrente.

Poi esiste il vecchio adagio che recita: “non scommettere contro la FED”. Proprio all’inizio di questa settimana infatti, Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, ha detto: “Il comitato sta valutando l’acquisto di titoli del Tesoro a lunga scandeza”. Se altri banchieri centrali adotteranno la stessa politica, ci sono buone possibilità che continueremo ad assistere ad una forte domanda di obbligazioni governative, e quindi di Gilts”.

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