I gestori alternativi pagano il conto dell'Inauguration Day

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di Marco Mairate 22 Gennaio 2009 | 08:32
Inaugurazione storica quella che si è svolta martedì a Washington. Per il giuramento del 44° presidente degli Stati Uniti, il Governo ha fatto le cose in grande: 240.000 posti a sedere (di cui 100 a 20.000 dollari l’uno), 10,000 bus a disposizione del pubblico, 7,500 militari, 4,000 unità della guardia nazionale e 8,000 poliziotti. Il conto finale: 150 milioni di dollari.

Gestori a cinque stelle come George Soros, David Shaw (nella foto) e Stephen Malkin (Grosvenor Capital Management) hanno sborsato fino a 50,000 dollari caduno per sostenere la giornata di festa e magari fare un po’ di lobbismo.

Si perchè gli hedge e i loro gestori sanno bene che il 2009 sarà una nno di cambiamenti per l’intera industria, in grosse difficoltà per il crollo dei listini azionari ma anche sorvegliati speciali dalle Autorità di Borsa di mezzo mondo. Se aggiungiamo l’incredibile scandalo Madoff e il fallimento del processo di due diligence e controllo, è chiaro che ci sono tutti gli elementi per un giro di vite delle norme che ‘regolano’ gli hedge.

Sarà un caso, ma visto l’aria che tira, la prima lobby al mondo dell’industria alternativa, l’Alternative Investment Management Association(AIMA), lo scorso mese ha scelto Tood Groome come nuovo presidente. Groome arriva dal Fondo Monetario Internazionale, ma altri ex sono entrati nell’industria altermativa come Richard Baker, un ex congressista Usa, e Antonio Borges, ex banchiere centrale del portogallo.

Del resto le avvisaglie per un deciso cambiamento nella regolamentazione dei fondi erano già presenti lo scorso anno, quando la Germania chiese a gran voce una regolamentazione adeguata per i fondi hedge e un database globale per tutti i gestori (rifiutato da Stati Uniti e UK).

Il prossimo appuntamento per discutere di hedge e regolamentazione, sarà in aprile, quando i 20 Grandi delle terra si incontreranno a Londra per discutere anche di hedge fund.

La domanda però rimane sempre la stessa, come regolare i fondi?

Le ipotesi sarebbero almeno tre: 1) utilizzare banche e prime broker per regolare indirettamente i gestori alternativi; 2) Regolare i gestori là dove si trovano. I 2/3 dei gestori hedge mondiali infatti risiede nelle tre ‘capitali alternative’ di Londra, New York, o a Greenwich, Connecticut. Questa sarebbe una strategia efficacie ma non riuscirebbe a regolare i trilioni di dollari detenuti su conti offshore; 3) Infine la terza proposta è anche quella più radicale: regolare i fondi hedge come qualsiasi altro fondo comune.

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