Supply Chain Fund, una nuova asset class a servizio delle Pmi

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di Finanza Operativa 15 Febbraio 2017 | 14:00

Si tratta di una vera e propria nuova asset class che permette di costruire un ponte tra finanza e imprese e rappresenta un’alternativa al canale bancario per le Pmi”. Ad affermarlo è Alberico Potenza, direttore generale di Groupama AM Sgr e inventore del Supply Chain Fund, il primo fondo di direct lending specializzato nell’acquisto di crediti commerciali. Il primo comparto di credito in Italia ad aver ottenuto, a febbraio dello scorso anno, il via libera di Banca d’Italia, che resta unico nel suo genere anche a livello europeo.

“Si tratta di una “soluzione fintech” – spiega Potenza – dato che per il suo funzionamento si base su di una piattaforma tecnologica sviluppata ad hoc con Tesisquare,(società italiana  leader nelle soluzione di collaboration) che permette di monitorare in tempo reale consegna, controllo merce, emissione fatture, anticipo e incasso. Si crea in questo modo una soluzione di factoring evoluta che utilizza i fondi degli investitori istituzionali“.

Nel dettaglio, il Supply Chain Fund da un lato impiega le somme raccolte dagli investitori anticipando il pagamento delle fatture alle aziende fornitrici, prevalentemente PMI, ponendosi come un canale di accesso al credito alternativo rispetto a quello bancario tradizionale. Dall’altro lato, abilita gli investitori istituzionali sottoscrittori ad impiegare i propri patrimoni a sostegno del tessuto produttivo del Paese e quindi dell’economia reale, rappresentando per gli stessi una nuova asset class non correlata con i mercati finanziari.

Il fondo in esame si inserisce nel circuito di filiera, composto da aziende medio-grandi e dal loro parco fornitori di imprese medio-piccole, andando a migliorare l’efficienza dei flussi finanziari. “Per il momento – sostiene Potenza – è riservato agli investitori professionali (con un taglio minimo di 500mila euro) e rientra nella famiglia dei fondi chiusi Private Debt, ma non escludiamo che in futuro possa essere quotata una classe ad hoc per il retail a Piazza Affari“.

Ad oggi il Supply Chain Fund ha già raccolto una disponibilità di 50 milioni di euro per investimenti a valere su crediti commerciali. Tale importo equivale a finanziamenti potenziati per 200 milioni di euro su base annua, se si considera che la scadenza media delle fatture è di circa 90 giorni e pertanto l’importo iniziale viene reinvestito quattro volte nell’arco di un anno.

Come funziona Il fornitore cede il credito vantato nei confronti della grande azienda al Supply Chain Fund che anticipa il pagamento delle fatture alla consegna della merce. Successivamente la grande azienda effettua il pagamento della fattura direttamente al fondo. Il debitore finale del fondo resta la grande azienda il cui merito di credito è più elevato.

Il profilo d’investimento del fondo è assimilabile a un prodotto monetario di credito, con un rischio più elevato ma anche con rendimenti più alti, la duration media dei crediti può essere stimata in media tra i 90 e i 120 giorni.

La clientela target del fondo sono: le compagnie assicurative (l’IVASS ha appena approvato che strumenti di questo tipo possono essere usati a coperture delle riserve per circa il 10 % del totale delle riserve), i fondi pensioni, le casse previdenziali, le fondazioni bancarie. “Il rendimento annuo atteso – conclude Potenza – è compreso tra il 2,5 e il 3%”.      Gianluigi Raimondi

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