Gli investitori istituzionali ridurranno la liquidità in portafoglio

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di Finanza Operativa 16 Febbraio 2017 | 18:00

a cura di Blackrock

Secondo un sondaggio di BlackRock, gli investitori istituzionali sarebbero intenzionati a investire la loro liquidità nel 2017. Tra le istituzioni interpellate, una su quattro (25%) intende ridurre le allocazioni di contanti nel corso dell’anno, quasi il doppio di quelle che invece prevedono di incrementare le posizioni di liquidità (13%). Il sondaggio mostra chiaramente la tendenza all’investimento del cash nel 2017, non appena gli investitori istituzionali prevedranno di investire in attività meno liquide. Un numero crescente di investitori sta, inoltre, considerando un investimento nelle classi di attivo ad alto rendimento e non tradizionali.

Il sondaggio condotto presso 240 clienti istituzionali a livello mondiale – rappresentativi di oltre 8.000 miliardi di USD in attività – indaga su come gli investitori intendono effettuare il ribilanciamento degli attivi nel 2017. Si tratta di uno dei primi studi sul sentiment degli investitori istituzionali effettuati dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti nel novembre scorso. Dal sondaggio è emerso che i clienti istituzionali negli ultimi tre anni si stanno sempre più posizionando verso le attività meno liquide, una tendenza che è proseguita quest’anno.

“Il recente rally dei titoli azionari è stato più che compensato da anni di tassi a livelli ridotti e molte istituzioni risentono ancora dei sottofinanziamenti. Nell’ultimo anno, hanno pesato le sotto performance delle azioni globali e i rendimenti negativi del reddito fisso. In aggiunta a queste crescenti difficoltà di generazione dei rendimenti, il previsto radicamento della reflazione nel corso di quest’anno potrebbe essere la spinta finale necessaria ai clienti istituzionali per riconsiderare le loro allocazioni di contanti e la variabile rischio. “L’interesse degli investitori istituzionali per le attività meno liquide sta diventando un vero e proprio trend, con un significativo incremento delle allocazioni alternative al fine di trovare rendimenti e reddito” ha commentato Peter Nielsen, Responsabile di Continental European Institutional Client Business a BlackRock.

Predilezione per le attività meno liquide

I Real asset dovrebbero essere i principali beneficiari dei flussi degli investimenti istituzionali nel 2017: il 61% degli intervistati prevede di incrementare le proprie allocazioni in questa area. Solo il 3% degli investitori intende invece ridurre le allocazioni. Su base netta, tenendo conto degli incrementi meno i decrementi, il 58% degli investitori istituzionali globali aumenterà i propri investimenti in attività reali, rispetto al 49% (netto) che prevedeva di incrementare le allocazioni nel 2016.

Gli investitori di tutto il mondo stanno pianificando un incremento degli investimenti in Real assets per il 2017, con gli aumenti più significativi previsti nell’Europa continentale (69% netto) e nel Regno Unito (63% netto), dove circa i due terzi degli investitori prevedono di aumentare le loro allocazioni, seguiti da vicino dagli investitori dell’Asia Pacifico (APAC), con il 63% netto. Più della metà degli investitori istituzionali negli USA & Canada (+53% netto) e oltre un terzo di quelli in America Latina (36% netto) prevedono un incremento dell’esposizione alle attività reali.

Anche il settore immobiliare dovrebbe suscitare grande interesse, con il 47% degli investitori mondiali intenzionato a incrementare le allocazioni a questa classe di attivo e solo il 9% intenzionato a ridurle (+38% netto). Gli incrementi più significativi sono attesi nella regione APAC (+61% netto), seguita dall’Europa continentale (+56% netto). Oltre due quinti (+42% netto) degli investitori di Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) incrementeranno le partecipazioni immobiliari, seguiti da vicino dagli investitori di America Latina (+39% netto) e Stati Uniti & Canada (+29% netto).

Anche le previsioni per i flussi di investimenti in private equity sono positive, con quasi la metà degli investitori globali (48%) intenzionati a incrementare le partecipazioni e solo il 13% intenzionati a ridurle (35% netto). Questo trend è evidente in tutte le regioni. Più della metà degli investitori APAC prevedono di incrementare gli investimenti in private equity (+52% netto), seguiti dall’America Latina (+47% netto) e dall’Europa continentale (+44% netto). Circa un terzo degli investitori della regione EMEA e di USA & Canada intende incrementare le partecipazioni in private equity (rispettivamente +33% e +32% netto).

Edwin Conway, Responsabile globale di Institutional Client Business a BlackRock, ha aggiunto: “Gli investitori istituzionali si rendono conto che è necessario fare qualcosa di diverso per ottenere i risultati d’investimento desiderati. Viste le previsioni di volatilità dei mercati e tenuto conto dei rendimenti inferiori delle classi di attivo tradizionali per il futuro prossimo, gli investitori sono costretti a cercare guadagni altrove. Un numero sempre maggiore di investitori è alla ricerca di redditi alternativi e si sta avvicinando alle strategie meno liquide per incrementare i rendimenti. Molte classi di attivo alternative – come i beni immobiliari con locazioni a lungo termine, le infrastrutture e le energie rinnovabili – sono in grado di offrire protezione dall’inflazione, oltre a generare flussi di reddito sicuri, per soddisfare il fabbisogno di cassa degli investitori.”

Incremento dell’esposizione creditizia

Nel reddito fisso, è evidente una tendenza globale ad allontanarsi dalle attività core a favore delle strategie che offrono un potenziale di rendimento maggiore. Il credito privato è chiaramente al primo posto tra le aree del reddito fisso – in tutte le regioni e per tutte le tipologie di investitori – in cui le istituzioni intendono incrementare le loro partecipazioni (61%), mentre solo il 4% prevede una lieve diminuzione (58% netto).

Più in generale, le strategie creditizie dovrebbero beneficiare di un ribilanciamento delle attività a scapito delle classi core e core plus (-10% netto). Si prevede che i prestiti bancari USA vedranno un incremento delle allocazioni degli investitori (26% netto), seguiti dall’alto rendimento (23% netto), dagli attivi cartolarizzati (22% netto) e dal debito dei mercati emergenti (19% netto).

Analizzando le allocazioni al reddito fisso nel loro complesso, emergono alcune significative differenze tra le regioni. Gli investitori istituzionali di APAC e USA & Canada prevedono di mantenere allocazioni sostanzialmente invariate, mentre quelli europei si attendono una diminuzione. Una tendenza ascrivibile prevalentemente agli investitori dell’Europa continentale, dove il 43% (netto) prevede di ridurre l’esposizione al reddito fisso.

 Diminuzione delle allocazioni in hedge fund

A livello globale, i fondi pensione aziendali stanno riducendo le loro allocazioni agli hedge fund (-22% netto), soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti, per spostarsi verso le obbligazioni di lunga duration, un fenomeno che fa con tutta probabilità presagire un trend di riduzione del rischio. Anche gli assicuratori seguono questa tendenza, con un decremento del 12% delle allocazioni agli hedge fund a livello globale e una maggior propensione a favore delle attività reali e del settore immobiliare. L’America Latina sembra essere l’unica eccezione su base regionale, con transizioni previste verso il private equity (+47%), le attività reali (+36%), l’immobiliare (+39%) e gli hedge fund (+31%).

Allocazioni azionarie attive e passive

A livello globale, un investitore su quattro (28%) intende incrementare le allocazioni azionarie attive rispetto a quelle passive, mentre oltre la metà (55%) prevede di mantenere invariato l’attuale mix di strategie attive e passive. Il 17% intende incrementare l’investimento in strategie passive.

In termini di allocazioni azionarie complessive, le variazioni previste differiscono in modo significativo a seconda delle regioni e del tipo di clienti. USA & Canada sono l’unica regione in cui gli investitori istituzionali, complessivamente, prevedono di ridurre le partecipazioni azionarie (-34% netto), una tendenza guidata prevalentemente dai fondi pensione aziendali. Al contrario, più di un terzo degli investitori istituzionali in America Latina prevede di incrementare le allocazioni azionarie (+36% netto). Circa due quinti degli investitori della regione APAC (+21% netto) e dell’Europa continentale (+18% netto) prevedono di effettuare degli incrementi. Nella regione EMEA, solo il 2% (netto) degli investitori aumenterà le proprie partecipazioni azionarie.

 Informazioni sul sondaggio

BlackRock ha condotto un sondaggio globale presso 240 dei suoi principali clienti istituzionali – rappresentativi di 8.000 miliardi di USD di attività – nell’arco di tre settimane a partire dal 16 novembre 2016.

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