Don't fight the Fed

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di Redazione 28 Gennaio 2009 | 07:58
Future americani fortemente positivi, che mal si conciliano con le attese per un pessimo dato del Pil Usa in pubblicazione venerdì. Sebbene i dati non lascino spazio all’ottimismo, sembra che i mercati possano trovare un nuovo andamento, grazie agli aiuti di stato sul settore bancari ed automobilistico.

Scende a livelli da record la fiducia dei consumatori, precipita nuovamente il petrolio e le attese per un intervento di ulteriore taglio dei tassi operabile da parte della FED questa sera sono nulle.

Chi si sveglierà questa mattina vedendo che i future sull’ indice americano S&P 500 guadagnano oltre il 2% si chiederà : ma cosa è successo questa notte ? Sono forse stati i dati di Yahoo migliori delle attese ? O sono stati i cinesi, che peraltro questa settimana continuano a festeggiare il nuovo anno a borse chiuse ? C’è anche l’attesa dell’incubo del dato del PIL americano del quarto trimestre che incombe e che verrà comunicato questo venerdì 30 gennaio che dovrebbe tenere alla larga chiunque dagli acquisti.
E dunque perché si sale ? La Fed si riunisce questa sera aprendo una nuova era, ossia quella della lotta a mani nude, visto che le tradizionali armi di politica monetaria a disposizione sono ormai terminate con il tasso di riferimento già fissato fra lo zero e lo 0,25%. L’attenzione degli operatori sarà quindi tutta concentrata sul tradizionale breve comunicato che accompagna le decisione monetaria.

Chi ha venduto sino ad ora a piene mani indici, titoli bancari e automobilistici ha inevitabilmente avuto ragione. Ma ora incombe davvero la possibilità che prenda vita una “Bad Bank” gestita dalla Federal Deposit Insurance Corp con il compito di rilevare i titoli “tossici” e che nel contempo anche l’intera industria automobilistica, piegata alle nuove esigenze “verdi” del paese trovi la via del salvataggio e del completo rinnovamento.

La porta di uscita per chi sta vendendo allo scoperto potrebbe rivelarsi drammaticamente stretta così come l’ostinazione di voler combattere contro la Fed. Don’t Fight the Fed è un vecchio detto di Wall Street che ricorda agli speculatori che non devono mai combattere la FED e che conviene essere sempre dalla parte della Fed perché la Federal Reserve vince sempre.

Il detto come molte altre convinzioni degli operatori si è per ora rivelato drammaticamente obsoleto. La Fed ha perso ed è rimasta a mani nude. Ma è proprio in queste circostanze che un avversario esperto comincia a ritenere di poter onorevolmente abbandonare lo scontro prima di ricevere il pugno che ne cambi l’esito.

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