Mutui, per Crif il comparto si consolida. L’andamento dal 2008 secondo Tecnocasa

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di Finanza Operativa 22 Febbraio 2017 | 16:00

Secondo Crif, nel mese di gennaio il numero d’interrogazioni sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative a richieste di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte di famiglie italiane ha registrato una crescita del +1,8% rispetto a gennaio 2016. È però opportuno ricordare come il mese di gennaio dello scorso anno si fosse caratterizzato per un robusto incremento delle interrogazioni.

Pertanto prosegue, sebbene con un tasso incrementale più contenuto, il trend di consolidamento del comparto. Di seguito sono riportate in tabella e in forma grafica le variazioni percentuali mensili in valori ponderati, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi, sul SIC EURISC, che raccoglie i dati relativi ad oltre 80 milioni di posizioni creditizie.

La performance positiva del mese di gennaio appena concluso meglio si apprezza allargando il confronto allo stesso mese degli anni precedenti. Rimane tuttavia un saldo negativo nel confronto con i mesi di gennaio degli anni 2010 e 2011, ovvero quando gli effetti della congiuntura economica negativa dovevano ancora avere effetto sulle scelte di acquisto casa delle famiglie.

In merito all’importo medio delle richieste di nuovi mutui e surroghe interrogate sul SIC di CRIF, nel mese di gennaio è risultato pari a 121.193 Euro. Rispetto al

corrispondente mese del 2016 si registra un lieve incremento, +0,9%, ma è doveroso segnalare come a gennaio dello scorso anno si fosse toccato il minimo storico assoluto da quando CRIF ha iniziato a rilevare il fenomeno (120.144 Euro).

Piuttosto, il valore dell’importo medio registrato a gennaio 2017 risulta in flessione rispetto all’importo medio richiesto nell’anno 2016 (123.324 Euro), in particolare rispetto a quello registrato nel dicembre scorso (pari a 125.360 Euro).

Nei prossimi mesi sarà possibile osservare se sarà confermato il trend incrementale o se si assisterà ad una nuova fase di contrazione dell’importo medio. In ogni caso, nel breve periodo appare remoto il ritorno ai valori registrati a cavallo del biennio 2010-2011 quando l’importo medio superava stabilmente i 135.000 Euro anche a causa della quota dei mutui di sostituzione che, per natura, presentano un importo inferiore rispetto a quello dei nuovi mutui.

Relativamente alla distribuzione delle richieste per fasce di importo, a gennaio 2017 le preferenze degli italiani si sono nuovamente concentrate nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 Euro, con una quota pari al 29,1% del totale. Nel complesso più di 4 domande su 5 (il 77,6% del totale per la precisione) presentano un importo inferiore ai 150.000 Euro.

Per quanto riguarda la distribuzione delle interrogazioni al SIC di nuovi mutui e surroghe per classe di durata ancora una volta è stata quella compresa tra i 16 e i 20 anni a risultare la preferita dalle famiglie italiane, con una quota pari al 23,8% del totale, seguita a ruota dalla fascia tra i 21 e i 25 anni, con il 21,1%. Si segnala un sensibile aumento della classe tra 0 e 5 anni (+1,5 punti percentuali), a fronte di una diminuzione delle classi comprese tra 6 e 11 anni (-1,2 punti percentuali) e quella tra 11 e 20 anni (-0,9 punti percentuali). Anche in questo caso il fatto che le famiglie si orientino prevalentemente su piani di rimborso più brevi può essere letto come l’incidenza di surroghe e sostituzioni sul totale delle interrogazioni.

Tecnocasa ha pubblicato invece un panorama dell’andamento dei mutui negli ultimi otto anni. Nel 2008, secondo i dati, le erogazioni diminuiscono per il secondo anno consecutivo, influenzate dall’attenzione alle politiche del credito degli istituti che registrano un aumento delle sofferenze sui mutui erogati negli anni precedenti. La domanda di credito cala ma in maniera più moderata, il mercato resta ancora influenzato dal fenomeno “subprime”.

Nel 2009 continua l’attenzione nelle politiche di credito da parte degli istituti, che incidono negativamente sui volumi di mutui erogati. L’accesso al credito si restringe a favore dei cittadini Italiani. Il sentiment dei consumatori è invece in una fase positiva, i dati macroeconomici sembrano trasmettere fiducia e assistiamo ad un rimbalzo della richiesta di credito.

L’incremento della domanda registrata nel 2009 influisce positivamente sui volumi erogati nel 2010. Le banche, esaurita l’onda lunga dei mutui subprime, tornano a registrare interesse per il prodotto mutuo. Decisamente il miglior anno degli ultimi 5 per il settore.

Si innescano verso la metà del 2011 le prime tensioni sul debito sovrano di alcuni Paesi dell’area Euro tra cui l’Italia. Si impenna il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi che comporta un innalzamento dei costi di approvvigionamento degli istituti italiani. Rincarano i prodotti di mutuo e assistiamo all’inversione di rotta rispetto all’erogazione del credito e alla fiducia dei consumatori che influenza la domanda.

Proseguono nel 2012 le tensioni sia sulla domanda che sull’offerta di credito. I bassi tassi di riferimento vengono in parte neutralizzati da prodotti più costosi. Viene così meno l’interesse su sostituzione e surroga e assistiamo all’uscita dal mercato di alcuni player per i prodotti di mutuo. Le tensioni sul mercato del lavoro, nelle sue componenti di occupazione e reddito, rallentano la domanda.

2013: i volumi delle erogazioni sono ancora in ribasso, ma il calo rallenta la sua corsa, soprattutto nella seconda metà dell’anno. Il costo di approvvigionamento dei prodotti resta elevato e il mercato del lavoro stenta a decollare, ma la BCE inizia le sue manovre di riduzione dei tassi e si riduce il differenziale tra Btp e Bund. La fiducia dei consumatori comincia a risalire e ne giova la domanda di mutui, in crescita costante da Luglio.

I segnali positivi di una possibile ripresa sono evidenti, ma bisogna prestare sempre la massima prudenza. Le erogazioni, nel 2014,  sono in aumento, i tassi di riferimento sono ai minimi storici, si riducono gli spread sui prodotti destinati all’acquisto dell’abitazione principale, la domanda di mutui è in costante aumento e la BCE sta operando da tempo per sostenere le erogazioni a famiglie e imprese. L’offerta bancaria è in miglioramento ma la qualità del portafoglio è un fattore determinante per le scelte di erogazione, così come la qualità del cliente stesso.

Nel 2015 prosegue il trend migliorativo iniziato nel 2014: le erogazioni sono in forte aumento, anche per effetto delle surroghe, e raggiungono quasi quota 30 miliardi di € nei primi nove mesi dell’anno; la domanda è sempre molto sostenuta grazie a tassi sui mutui molto convenienti, indici ai minimi storici e spread bancari contenuti. Bisogna comunque essere prudenti: le politiche di erogazione sono più morbide ma sempre attente, la BCE continua le sue manovre di sostegno all’economia e alle erogazioni per famiglie e imprese, ma è necessario tenere presente che il settore creditizio è condizionato dalla situazione economica del nostro Paese e dell’intera Eurozona.

Mercato del credito ancora positivo nel 2016, ma la crescita avviene a tassi inferiori e sembra che stia rallentando. Le erogazioni superano i 35 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno, la domanda di mutui è ancora in aumento ma ha subito una lieve battuta d’arresto in estate. La BCE continuerà le manovre per supportare l’economia, i principali indici di riferimento sono ancora a livelli molto bassi (salvo una lieve crescita dell’EurIrs a partire dalla fine dell’estate), le politiche di erogazione sono ancora morbide ma sempre prudenziali.

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