Debito high yield a breve: cinque anni dopo

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di Finanza Operativa 22 Febbraio 2017 | 17:00

a cura di Pictet AM

Domande e risposte a Roman Gaiser, responsabile high yield:

D. Il Comparto Pictet-EU R Short Term High Yield ha appena compiuto cinque anni. Come si è evoluto questo mercato e quali sono state le performance del fondo?

Da quando abbiamo iniziato a investir vi, nel 2012, questo mercato si è progressivamente evoluto fino a diventare più vasto, più eterogeneo e più liquido. L’universo di investimento – obbligazioni non-investment grade con scadenze fino a quattro anni – è cresciuto, passando da EUR80 miliardi a E U R150 miliardi, mentre il numero di società che emettono questo tipo di debito è salito da 70 a 180 , poco più della metà delle aziende  del mercato HY nel complesso.

Si tratta di una tendenza strutturale: le aziende utilizzano sempre più il mercato high yield per finanziarsi, dato che dopo la crisi finanziaria del 20 0 8 le banche concedono meno prestiti. Il mercato ora comprende molti titoli ben noti.

Mi sono anche imbattuto in alcune società che contribuiamo a finanziare ogni giorno, dal costruttore di tram con cui mi sposto a Ginevra all’operatore telefonico francese che uso a Parigi alla catena di cinema inglese dove sono andato di recente a vedere un film. A nostro parere questa crescita strutturale proseguirà nei prossimi anni.

D. Guardando indietro, come si è comportato il fondo negli ultimi cinque anni?

Ci sono stati diversi eventi destabilizzanti: la crisi del debito sovrano europeo, il Taper Tantrum (l’aumento dei rendimenti dei Treasur y U S A nel 2 01 3), la crisi delle commodity e ov viamente  la Brexit. Il fondo comunque si è dimostrato resiliente, persino nel 2 014, anno in cui diverse società  si sono dichiarate insolventi verso le proprie obbligazioni: il portafoglio ha tenuto  bene e ha registrato una performance moderatamente positiva. Questo mi rende fiducioso verso il nostro approccio, che punta a offrire un rendimento stabile e a tenere sotto controllo la volatilità.

D. Come si controlla la volatilità?

Controlliamo con successo la volatilità dei rendimenti acquistando debito con scadenze limitate. Ad esempio, almeno il 9 0% del por tafoglio è investito in titoli che hanno una scadenza di quattro anni. Fissare un limite consente di proteggere  il por tafoglio in caso di un irripidimento della cur va dei rendimenti obbligazionari, che si verifica quando i rendimenti sulle scadenze più lunghe aumentano in misura maggiore rispetto a quelli dei titoli a breve. Poniamo un tetto anche alle nostre posizioni nel debito finanziario (sono ammessi solo i titoli senior) e nei bond di fascia CCC ; entrambe le categorie infatti rappresentano al massimo il 10 % del patrimonio. Questo permette di contenere la volatilità e di ridurre possibili perdite di capitale.

Nel 2016 siamo riusciti a ridurre l’entità dei crolli nel valore del por tafoglio dai massimi ai minimi durante i periodi di stress di mercato. All’inizio dell’anno il Compar to ha perso l’1, 5 % in termini mark to market, meno della metà rispetto all’intero mercato HY europeo. Anche nei giorni successivi al referendum britannico sulla Brexit avevamo sovraperformato l’indice del mercato allargato. Nel 2 016  il Compar to ha guadagnato complessivamente il 4 , 8 % superando le nostre previsioni del 3-3 , 5% .

Gli investitori potrebbero rinunciare a par te della performance of fer ta dalle obbligazioni ordinarie detenute fino alla scadenza prefissata in favore dei rendimenti più elevati dei callable bond. Tuttavia, il nostro approccio rende il portafoglio più difensivo, garantendo una rendita stabile e un rischio di perdita  limitato. Così gli investitori possono  dormire sonni tranquilli.

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