Da Schlumberger e Coca Cola a Fortinet: lo stock picking di Margaret Vitrano

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di Finanza Operativa 24 Febbraio 2017 | 12:00

Qual è la view sul mercato azionario statunitense di un gestore di un fondo azionario Usa? Finanza Operativa ha fatto qualche domanda a Margaret Vitrano, manager del Legg Mason ClearBridge US Large Cap Growth Fund, tra le migliori 10 portfolio manager statunitensi secondo Citywire (qui).

  1. Qual è il vostro giudizio sull’economia USA e che aspettative avete? Un dollaro americano più forte può impattare sulle entrate e i guadagni delle società statunitensi?

Il nostro portafoglio è posizionato per un outlook di crescita moderata  ed aspettiamo di vedere maggiore chiarezza sul fatto che le proposte di Trump sul taglio delle tasse, la deregulation e la spesa fiscale porteranno a un miglioramento significativo dell’economia. Con un ragionevole approccio “pay as you go”, la crescita economica generale può accelerare a livelli che non si vedono da vent’anni ma la potenziale risposta a questa politica ha un prezzo.
Prevediamo tassi più alti perché la Fed dovrà reagire a una crescita più alta e a un’inflazione maggiore. Pensiamo che il mercato possa assorbire la maggior parte di questa pressione sui tassi se la crescita economica nel frattempo sarà costante e con un effetto moltiplicatore. A nostro avviso capiremo in questi primi due anni di mandato dell’amministrazione Trump, se il presidente si dimostrerà capace, e incline, a mantenere le sue “grandi” promesse. Teniamo a mente, tuttavia, che un altro fattore di incertezza verte sull’approvazione del congresso su tutta la sua agenda.
In questo contesto, il dollaro americano si sta rafforzando già da un po’, anche se abbiamo visto un rallentamento a inizio del 2017. Non pensiamo che il nostro portafoglio possa essere troppo condizionato dalla forza del dollaro, perché i ricavi oltreoceano delle società che possediamo in portafoglio sono per la maggior parte in linea con il nostro benchmark.
 

  1. Ritiene che i valori dell’S&P 500 siano troppo alti e che sia pericoloso investire adesso nell’azionario americano?

L’indice S&P 500 sta scambiando a circa 21 volte l’utile per azione degli ultimi 12 mesi, sopra la media a lungo termine, ma ci troviamo in una situazione di bassi tassi d’interesse che supporta multipli prezzo/utili più alti. La maggior parte degli indici USA si trova o è vicina ai massimi storici quindi, se da un lato potrebbe essere rischioso investire in uno strumento passivo che segue il mercato generale, ci sono solide opportunità di investimento nel mercato azionario USA per i gestori attivi, che possono essere identificate con un approccio bottom up volto all’analisi dei fondamentali.  Crediamo infatti che le valutazioni rimangano interessanti in molti settori del mercato statunitense.
 

  1. Quali filtri economici (ad esempio esposizione all’economia europea, agli USA, ai mercati emergenti) e quali ratio (p/e, p/cf) considerate?

Per scegliere le azioni seguiamo una strategia bottom up, quindi le nostre esposizioni regionali/settoriali dipendono da dove troviamo aziende con buone prospettive di crescita. Detto questo, abbiamo posizionato il portafoglio anticipando una crescita moderata negli USA e nel resto del mondo. Tra le nostre principali esposizioni, al momento, la società di servizi petroliferi Schlumberger e Coca Cola sono le due con business più esposti al di fuori degli USA. Per quanto riguarda gli stock ratio, applichiamo diversi criteri di analisi a seconda delle caratteristiche delle società che stiamo valutando. Per quelle considerate a crescita stabile, guardiamo soprattutto al rapporto prezzo/utili e alle potenzialità derivanti dall’impiego dei free cash flow; per aziende con una crescita più ciclica, cerchiamo di esaminare l’aumento degli utili normalizzando l’effetto mercato; per il bucket di aziande ad alta crescita, tendiamo a concentrarci sui flussi di cassa attualizzati.
 

  1. Può darci qualche esempio del vostro approccio?

Cerchiamo di acquistare azioni di società con tassi di crescita sopra la media a valutazioni interessanti. Il nostro approccio include un lavoro di ricerca sui fondamentali e di due diligence sulle società dotate di tali caratteristiche, e aspettiamo con pazienza il momento più adatto per prendere esposizione. Ad esempio, abbiamo approfittato dei prezzi bassi in occasione di Brexit per prendere posizione nei titoli azionari di Palo Alto Networks e Fortinet, due società che si occupano di sicurezza informatica.
 

  1. Guardando alla composizione del vostro portafoglio, quali sono i settori principali in cui investite?

La nostra allocazione settoriale dipende dall’approccio bottom up nel processo di selezione delle azioni. La maggiore esposizione del portafoglio è nel settore tecnologico, nell’health care e nei settori dei beni di consumo discrezionali. Qui troviamo società innovative con tassi di crescita sostenibili e sopra la media, come Adobe Systems nel campo della tecnologia, che mantiene una quota dominante in un mercato in continua crescita nella creazione di contenuti digitali e nella pubblicità, con un sistema di abbonamenti che porta guadagni elevati e frequenti; come Celgene nel settore healthcare, una società di biotecnologie che sta sviluppando trattamenti per il cancro e per il sistema immunitario con buone prospettive di utili; Amazon.com per quanto riguarda i beni discrezionali, leader mondiale nell’e-commerce e nei servizi di cloud per le aziende.
 

  1. Quanto pesa per voi (e per la vostra strategia d’investimento) la policy sui dividendi di una società?

Il dividend yield del nostro portafoglio tende a essere più basso di quello dell’indice S&P 500. Come investitori focalizzati sulla crescita, siamo più interessanti alla capacità delle aziende di aumentare costantemente i propri utili, profitti e flussi di cassa. Siamo invece meno concentrati sulla distribuzione di dividendi, pur riconoscendo il fatto che se una società è in grado di pagare dividendi e continuare a mostrare una forte crescita organica, questo riflette fondamentali di qualità, fattore che ricerchiamo nelle aziende che abbiamo in portafoglio.
 

  1. Come gestite il fondo? Quali sono i trucchi e i consigli per ottenere questi risultati?

Crediamo che la via più prudente per ottenere una buon livello di performance consista nell’avere un numero eterogeneo di azioni, in grado di sostenere risultati in crescita. Dalla nostra esperienza, diverse aree del portafoglio lavorano bene in momenti diversi del ciclo economico. Cerchiamo di dare continuità ai risultati investendo in quelli che chiamiamo i nostri tre comparti della crescita: società con una crescita stabile con posizioni dominanti di mercato e flussi di cassa stabili; società con una crescita ciclica e con risultati negativi che possono essere corretti nel medio termine; società con una crescita “selezionata”, ovvero che crescono più del mercato e hanno multipli con una valutazione maggiore. Le nostre azioni cicliche hanno registrato una buona performance nella seconda metà del 2016 e in questo nuovo anno. Tuttavia, ci aspettiamo che, non appena la volatilità sui mercati tornerà ad aumentare, il nostro ventaglio di società stabili potrà rappresentare una fonte di equilibrio in portafoglio.  In momenti di crescita lenta, invece, le aziende del nostro comparto a crescita selezionata hanno le carte in regola per registrare una buona performance.

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