Cala il rischio politico in Europa, e le banche italiane guidano il rimbalzo

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di Finanza Operativa 28 Febbraio 2017 | 09:00

A cura di Giuseppe Sersale, Anthilia Sgr
Recede il rischio politico in Europa, e il settore bancario italiano guida il rimbalzo di quello europeo. Trepidante attesa per il discorso di Trump al Congresso sullo Stato dell Unione.
Con un colpo di reni nell’ultima mezz’ora, venerdi sera Wall Street era riuscita a chiudere in positivo, permettendo al Dow Jones di proseguire il suo record. Siamo a 11 sedute positive a fila, a un passo dal record storico di 13 (vedi grafico, courtesy of Gluskin Sheff)
Lampi di Colore 509
Il record di sedute senza un calo dell’ 1% è un po’ più lontano (155, nel 1966), ma negli ultimi 50 anni l’attuale serie (93 sedute, a venerdi) trova solo 2 precedenti (116 terminate nel settembre 1993 e 94 nel novembre 2006).
Molti invitano alla prudenza, sottolineando che la recente serie di massimi è stata fatta con volumi in contrazione, ma personalmente lo trovo poco sorprendente, vista la totale assenza di volatilità (la scorsa settimana l’S&P è rimasto contenuto in un rangge di appena 0.7%).
Un po’ più singolare è il fatto che la salita avviene con meno del 40% del volume su azioni che salgono (la cosiddetta breadth). Ma non c’è dubbio che una lunga lista di statistiche dagli esiti negativi sia stata recentemente smentita dai fatti.
Personalmente, sono più stupito che questa serie di record avvenga in una fase in cui l’incertezza circa le politiche economiche in arrivo in US è così elevata. Domani notte Trump terrà il discorso dello “Stato dell’ Unione” di fronte al Congresso, ma le anticipazioni sui contenuti continuano a cambiare forma. Il Presidente aveva lasciato intendere che avrebbe illustrato i primi dettagli del tax plan, ma oggi ha dichiarato che prima di definirlo bisogna conoscere i costi della riforma dell’Obamacare.
In compenso ha ritirato fuori il piano di infrastrutture, sostenendo che domani farà un “big statement” sul tema. E non si riesce a capire cosa pensa della Border Tax. Intanto il suo indice di gradimento è al 44%, mentre il 48% dei cittadini dichiara di disapprovarlo, un record negativo per i neopresidenti (per quanto sia evidente che i sondaggi sottostimano il successo di Trump). Goldman Sachs ha confrontato l’indice di Policy Uncertainty elaborato da Policyuncertainty.com con la media delle ultime 3 nuove amministrazioni. Come si nota dal grafico, il livello attuale è assai più elevato. Sulla base di questo ridotto campione, entriamo in una fase in cui l’incertezza cresce.
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Venendo alla giornata di ieri, la forza di Wall Street non ha aiutato l’Asia, che ha nuovamente visto tutti gli indici principali in calo. Tokyo ha lasciato sul terreno quasi un punto, infastidita dallo yen forte, e preoccupata che Trump domani sera indebolisca ulteriormente il dollaro, volontariamente o meno.
Una preoccupazione, quella per il discorso di Trump, che può aver frenato anche le borse cinesi, sebbene qui possa aver pesato anche la notizia che le autorità cinesi accelereranno l’approvazione di nuove IPO.
Più ottimista l’apertura europea di ieri che da un lato ha fatto catch up con la salita di Wall Street nell’ultima ora, dall’altro si è avvantaggiata di un newsflow positivo:
** In Francia, Fillon è finito ufficialmente indagato per il Penelopegate, ma Macron ha ottenuto il supporto del Parlamentare Socialista Christophe Caresche, che lo ha definito l’unico candidato in grado di affrontare la Le Pen efficacemente. Un sondaggio Odoxa Dentsu  colloca Macron al 25% poco dietro la Le Pen al 27%. La situazione resta fluida, ma gli ultimi sviluppi sembrano andare a favore del candidato indipendente, che continua ad vedersi assegnato dai sondaggi un vantaggio considerevole al ballottaggio.
** In Italia, Banco BPM ha annunciato la ricezione del risultato dello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) dall’ECB, nel quale la Banca Centrale ha indicato un requisito prudenziale di 8.15% di Common Equity Tier 1 ratio, 10,40% Total Srep Capital requirement,  e 11,65% Total Capital ratio. Poiche la banca si trova assai sopra questi livelli (al 31 dicembre 2016 un Common Equity Tier 1 ratio pari al 12,30% in termini phase-in e 11,42% in ottica fully phased, e un Total Capital ratio pari al 13,84% in ottica fully phased), l’ampio margine di uno degli istituti più chiacchierati ha dato un generale supporto al settore (anche al di fuori dei confini italiani).Oltre a ciò, Intesa Sanpaolo si è giovata della rinuncia all’acquisizione di Generali.
Su queste basi, gli spreads di Francia e periferici hanno stretto parecchio vs un bund che però ha ceduto poco di quanto guadagnato venerdi scorso. E Milano ha sovraperformato massicciamente gli altri indici europei, che in verità, dopo una buona partenza, hanno perso parte della vena.
Nel primo pomeriggio, dati parzialmente deludenti in US:
** I Durable goods orders di gennaio, depurati della componente aereomobili sono scesi dello 0.4% vs attese per +0.5%. La revisione positiva a dicembre attenua un po’ la negatività. Prendendo in considerazione gli ultimi 2 mesi, gli ordini ex transportations sono saliti di 0.35% al mese, una crescita discreta ma non stellare come certe survey indicherebbero.
** Le pending home sales di gennaio hanno a loro volta deluso, calando del 2.8 vs attese per +0.6%. Ciò non depone bene per l’attività immobiliare a febbraio e marzo.
** Forte per contro il Dallas Fed Manufacturing index di Febbraio a 24.5 da 221. vs attese per 19.4.
Wall Street è partita debole ma ha rapidamente esaurito la fase di timido ribasso, e si attestava poco sopra la parità, eventualmente in attesa del consueto rush finale. Il modestissimo range delle prime 4 ore di contrattazione (0.3%) sembra indicare quasi una paralisi in attesa dello Stato dell’Unione di Domani notte. Fermo anche il $, con la forza dell’€ bilanciata dalal debolezza di yen e Sterlina, i treasury, a differenza del bund, restituiscono i guadagni di venerdi.
Oltre al discorso di Trump, la settimana prevede domani il CPi preliminare di febbraio in EU, e in US la seconda stima del GDP del quarto trimestre 2016, insieme col Chicago PMI di febbraio. Mercoledi abbiamo i PMI ufficiali cinesi, i PMI manifatturieri in EU, e l’ISM manufacturing in US. Venerdi abbiamo I PMI services e Composite in EU e l’ISM non manufacturing in US.

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