Occhi puntati sulle Banche Centrali

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di Finanza Operativa 6 Marzo 2017 | 19:30

Di Alberto Biolzi, Responsabile Direzione Wealth Management di Cassa Lombarda

Nel corso di queste settimane il focus degli investitori ritornerà sulle Banche Centrali: da un lato, le prospettive di rialzo dei tassi negli Stati Uniti durante il meeting della Fed del 14 e 15 marzo (fatte trapelare dal presidente Janet Yellen nella sua ultima testimonianza e recentemente da diversi membri del Federal Open Market Committee – FOMC) e, dall’altro, la possibilità di un cambio di retorica e di comunicazione (forward guidance) da parte della Bce, che giovedì 9 marzo comunicherà la decisione di politica monetaria e diffonderà le nuove stime macroeconomiche. Se da un lato, un movimento dei tassi Bce è dato per escluso, la conferenza stampa del presidente Mario Draghi sarà molto seguita: ogni commento sulle future mosse sarà attentamente scrutato, in particolare dopo il recente rialzo dell’inflazione di Eurozona e la probabile revisione positiva dell’outlook economico. Il governatore dovrà cercare di evitare di alimentare il sentiment “bearish” sulle obbligazioni legato ai timori di tapering del QE. Il dibattito sui tassi continuerà, quindi, ad alimentare i movimenti dei bond “core” (in primis Bund).

  • La Banca Centrale australiana (RBA) terrà prevedibilmente fermi i tassi all’1,5%.
  • Negli Stati Uniti, le speranze accumulate intorno all’amministrazione Trump sono particolarmente elevate e potrebbe manifestarsi l’execution risk. I mercati azionari, per il momento, restano fiduciosi prezzando la ripresa economica mondiale grazie a solidi dati macro e risultati trimestrali relativamente incoraggianti sia negli Stati Uniti sia in Europa.
  • Questa settimana l’International Energy Agency diffonderà il suo outlook quinquennale sul petrolio e questo potrebbe portare a uno spostamento nei prezzi.
  • L’andamento dei metalli industriali sarà legato al newsflow della Cina (Plenaria del Parlamento cinese e dati macro). I dati cinesi (bilancia commerciale e inflazione) dovrebbero riflettere l’effetto base favorevole, mentre la crescita degli aggregati finanziari dovrebbe restare elevata.
  • Negli Stati Uniti, il principale indicatore macro della settimana sarà il job report di venerdì 10 marzo: una solida creazione di posti di lavoro potrebbe rafforzare le aspettative di aumento dei Fed funds.
  • In Europa si dovrebbe registrare un rimbalzo della produzione industriale tedesca, dopo il calo di dicembre.
  • La sterlina sarà guidata dai dati macro (recentemente in indebolimento) e dai rischi politici con l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato dell’Unione Europea per la Brexit. Nel breve, non è, quindi, da escludere una debolezza della valuta britannica.

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