Mercati finanziari, ripresa o bolla?

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di Finanza Operativa 9 Marzo 2017 | 18:30

A cura di Patrice Gautry, Chief Economist di Union Bancaire Privée
Continua la fase di espansione degli asset rischiosi sull’onda delle aspettative di una maggiore crescita e del fatto che le banche centrali non invertiranno in modo drastico le proprie politiche monetarie. Le valutazioni sul mercato azionario stanno progredendo e gli indici stanno tornando a trend che possono essere comparati con i migliori cicli di mercato degli anni ’80 e ’90. La crescita globale sta aumentando e le condizioni economiche continuano a migliorare in tutte le aree, con la crescita europea che si aggiunge a quella degli Stati Uniti. L’attività economica nei Paesi Emergenti è costante e la Cina sta cercando un migliore equilibrio fra i settori in crescita.
Con il ciclo economico che diventa più maturo, l’inflazione nei Paesi Sviluppati sta aumentando e sta per raggiungere i target di politica monetaria. Di conseguenza, le banche centrali ridurranno progressivamente il proprio supporto economico, ma in gradi diversi a seconda della regione, creando un quadro positivo per i mercati azionari e giustificando così un continuo aumento dei tassi d’interesse nel lungo periodo. Le società stanno beneficiando delle prospettive favorevole sui propri fatturati senza essere troppo limitate sul costo del capitale. L’aumento delle retribuzioni e del prezzo del petrolio limiterà l’espansione degli utili; tuttavia, al momento questi ultimi sono a livelli storicamente elevati negli Stati Uniti, mentre hanno ancora un certo potenziale di aumento in Europa e Giappone.
Valutazioni azionarie più elevate riflettono miglioramenti reali dell’economia, tuttavia, perché questi livelli siano mantenuti – specialmente negli Stati Uniti – gli utili societari dovranno sorprendere al rialzo e la nuova politica economica statunitense dovrà dare il via ad ulteriori aumenti dei profitti.
In contemporanea a ciò, gli eventi politici in Europa restano imprevedibili, con l’alto rischio di un ritorno a quell’atmosfera di crisi che abbiamo visto fra 2010 e 2012. Le cosidette “valutazioni perfette”, viste nell’azionario, dovranno essere trascinate dalla futura traiettoria degli utili e della crescita, altrimenti ci troveremo davanti a un’altra bolla del mercato.

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