Ftse Mib al test dei massimi di gennaio. I sotto la lente

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di Finanza Operativa 10 Marzo 2017 | 16:30

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com del 9 marzo 2017

L’indice Ftse Mib continua a muoversi a poca distanza dall’area dei 19.500 punti dop aver fallito l’attacco ai massimi di inizio anno. Quali sono le sue attese nel breve?

In ottica di brevissimo termine vediamo dal grafico che è stata confermata la tenuta da parte del Ftse Mib del supporto di breve posto a quota 19.300 punti. Anche oggi l’indice, dopo essere sceso al test di quest’area, sta reagendo e questo è di buon auspicio per un rimbalzo che potrebbe riportare i corsi fino a quota 19.665 punti prima e in seguito fino a 19.785/19.790 punti. Stiamo assistendo in ogni caso alla prosecuzione del movimento laterale in atto da inizio marzo e questo trading range a mio pare potrebbe protrarsi anche nelle prossime sedute.
Solo l’eventuale conferma del superamento dei 19.790 punti potrebbe dare il via ad un rialzo credibile e duraturo, con primo target a ridosso della soglia tecnica e psicologica dei 20.000 punti. Per contro, la rottura al ribasso dei 19.300 potrebbe innescare una correzione verso i 19.200 punti, dove transita la media mobile a 50 periodi, e in seguito al test dei 19.000 punti. La perdita di questa soglia potrebbe provocare una discesa anche impetuosa in direzione dei 18.500 punti.
Per adesso il Ftse Mib è in laterale e nel breve potremmo assistere ad un piccolo rimbalzo, ma il vero test sarà sul limite superiore del trading range in atto.

Tra i bancari Intesa Sanpaolo sta mettendo a segno un bel progresso, mentre si muove in maniera più cauta Unicredit. Quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Unicredit ha testato una bella resistenza a quota 14 euro, il superamento della quale aprirebbe la via ad un ulteriore allungo verso i 14,8/15 euro e successivamente i corsi potrebbero spingersi verso i 15,5 e i 16,25 euro.
Per eventuali acquisti suggerisco di fissare uno stop loss a 13,55 euro.

Intesa Sanpaolo sta realizzando un bel movimenti e dal punto di vista tecnico proprio oggi ha generato un segnale interessante. Il titolo a quota 2,375 euro ha chiuso il gap ribassista aperto lo scorso 24 gennaio e dopo aver confermato a 2,3 euro l’incrocio al rialzo con la media mobile a 50 sedute potrebbe allungare il passo verso i 2,5 e i 2,6 euro. Invito a fare attenzione all’ipercomprato che ormai caratterizza il posizionamento dei principali indicatori e oscillatori tecnici visto che ciò potrebbe innescare in ottica di brevissimo termine un movimento laterale di consolidamento.
L’acquisto di Intesa Sanpaolo andrà accompagnato da uno stop loss a 2,3 euro dove passa la media mobile a 50 periodi.

StM è stato colpito dalle vendite, pur riuscendo a limitare i danni rispetto alla mattinata. Come valuta il movimento in atto?

Le prese di beneficio che si stanno abbattendo su StM sono alimentate da volumi di scambio molto elevati, visto che sono quasi quadrupli rispetto alla media mensile.
Nell’intraday il titolo a 13,9 euro ha incrociato al ribasso la media mobile a 21 giorni e questo potrebbe far proseguire le prese di beneficio. In caso di conferme sotto questo livello ci sarà il rischio di una discesa fin verso i 13 euro e il raggiungimento di questa soglia di prezzo si presenterà come un’occasione di aquisto in assenza di motivazioni esogene alla base del ribasso.

Come valuta l’attuale impostazione di Enel che sta provando ad allungare il passo oltre la soglia dei 4 euro? Quali strategie ci può suggerire per questo titolo?

Enel da inizio febbraio è inserito in un canale rialzista che nelle ultime sedute ha riportato i corsi al test della resistenza statica di medio-lungo termine in area 4,15/4,2 euro. L’eventuale conferma del superamento di questo ostacolo favorirebbe un ulteriore allungo verso i 4,5 euro prima e in seguito in direzione dei 4,8 euro. A chi volesse acquistare il titolo ora suggerirei di fissare uno stop loss stretto a 4,1 euro, livello al di sotto del quale si profilerebbe un’inversione ribassista con obiettivi nell’immediato a 4 e a 3,9 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Sto seguendo Generali che proprio oggi ha confermato la chiusura del gap ribassista aperto lo scorso 27 febbraio a quota 14 euro. Il titolo sta testando ora in area 14,15 euro le medie mobili a 21 e a 50 sedute e la trendline discendente che da fine gennaio blocca i tentativi di recupero. Oltre i 4,15 euro potremmo assistere ad un ulteriore allungo di Generali e in quest’ottica i prossimi obiettivi sono individuabili a 15,15 euro in primis e a 15,45 euro in seguito, per poi guardare ai 16 euro più avanti nel tempo.
Gli acquisti su Generali andranno corredati da uno stop loss a 13,7 euro da rispettare in maniera rigida.

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