La Fed vuole un ciclo di rialzi continuo e stabile

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di Finanza Operativa 13 Marzo 2017 | 19:00

A cura di Laird Landmann, TCW co-director of fixed income, TCW
Il balzo dei future sui Fed Funds visto negli ultimi giorni non ci ha sorpreso. Crediamo che la Federal Reserve voglia davvero proseguire su un percorso ininterrotto e stabile di aumento graduale dei tassi nel tempo. Bisogna tener presente che siamo alla fine del ciclo, cosa che le persone tendono spesso a dimenticare. Gli operatori si focalizzano molto sui dati macroeconomici, che appaiono ragionevolmente favorevoli: per esempio l’inflazione sta salendo. Inoltre il programma di investimenti nelle infrastrutture e di tagli alle tasse, in un contesto di mercato del lavoro molto rigido, con il tasso di disoccupazione intorno al 5%, dovrebbero generare ancora più inflazione nel tempo. Ciò mette sulle spalle della Fed un grande peso.
Ci vorranno ancora diversi trimestri prima della fine effettiva di questo ciclo che ormai dura da 9 anni. A livello globale persistono numerose aree di preoccupazione, come la Cina, il sistema bancario europeo e la Brexit. C’è molta fragilità. Inoltre, negli Stati Uniti abbiamo un Presidente che twitta di notte. I mercati possono anche gradire Trump per il momento, ma il fatto che twitti di notte non è un bene per la volatilità. Emergeranno delle problematiche legate alle modalità con cui questo Presidente ha scelto di operare.
In genere, dopo un primo rialzo dei tassi gli operatori si aspettano un maggior numero di default che, a sua volta, alimenta delle aspettative per un rallentamento dell’economia. Quando queste aspettative si concretizzano, i tassi scendono. Oggi, invece, sembra che gli operatori credano che queste politiche agiranno effettivamente da stimolo e creeranno crescita. Valuteremo le attese meeting dopo meeting, ma la sensazione è che questo ciclo di inasprimento sarà diverso dagli ultimi due.
Per quanto riguarda il ciclo di crescita, crediamo che potrebbe non andare avanti come avvenne negli anni ’80. La strategia che consigliamo è quella di aumentare la duration man mano che saliranno i tassi. Inoltre, suggeriamo molta cautela nei confronti del credito, specialmente nel comparto dell’industria dove l’indebitamento è salito ed è a livelli vicini ai massimi del ciclo.
Abbiamo visto molti movimenti tecnici negli ultimi trimestri da parte degli investitori alla ricerca di rendimenti. In particolare, molti deflussi da Europa e Giappone. Arbitraggio in sostanza. Lo si vede sul mercato valutario, dove i tassi di copertura sul fronte valutario sono assurdi. Per gli investitori statunitensi, tornare ai dollari dallo yen ha permesso di trarre enormi profitti. Questa dinamica però si esaurirà alla fine e la spinta che c’è stata finora rischierà di trasformarsi in un vento contrario. Bisogna guardare agli attuali livelli di mercato con un certo scetticismo.

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