Azionario Italia: preferire società con reale potenziale di crescita

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di Finanza Operativa 16 Marzo 2017 | 16:30

a cura di Gilles Guibout, Head del Team di Investimento Equity Europa, AXA Investment Managers

Lo scenario

Se, da una parte, dati macroeconomici e risultati societari sembravano confermare la ripresa, dall’altra il mese passato è soprattutto stato segnato da rinnovata incertezza. In Francia, i guai di Francois Fillon (indagato per presunti lavori fittizi della moglie, impiegata nel corso degli anni come sua assistente), fanno temere una possibile vittoria dell’estrema destra di Marine Le Pen.

Questa prospettiva ha fatto allargare lo spread tra i titoli a 10 anni di Francia e Germania. Nel Regno Unito, Teresa May ha confermato la sua volontà di attivare il processo di uscita dall’Unione Europea nel mese di marzo.

In Italia, sul piano politico, se l’annunciata scissione del Partito Democratico al governo crea qualche incertezza, è soprattutto l’aumento di capitale da 13 miliardi di Unicredit che ha catturato l’attenzione degli investitori, per l’impatto che il suo esito avrebbe potuto avere sull’intero sistema bancario italiano.

Un po’ di diversificazione con Unicredit

In seguito all’annuncio dell’aumento di capitale, che ha aperto un periodo d’incertezza, i titoli bancari hanno perso il 2,30% sul mese. Da una parte, infatti, la vicenda Unicredit ha portato incertezza, dall’altra ha spinto alcuni investitori a vendere altri titoli bancari per finanziare la banca senza aumentare la loro esposizione totale al settore.

Il nostro fondo ha rafforzato la sua posizione su Unicredit perché è l’unica banca che offre un po’ di diversificazione essendo la più internazionale tra le italiane. Inoltre, oggi il suo portafoglio è uno dei più solidi dopo che la banca ha tolto una parte di rischio.

Cosa dobbiamo aspettarci?

La rotazione settoriale osservata nei mesi precedenti si è momentaneamente invertita. Mentre il settore finanziario ha perso terreno sull’attesa dell’esito della vicenda Unicredit e in seguito al tonfo di Generali dopo che Intesa Sanpaolo ha annunciato di aver abbandonato l’ipotesi di una possibile combinazione industriale con Trieste, i settori della tecnologia, dei beni durevoli, della sanità e delle utilities hanno sovraperformato.

Nelle prossime settimane, i mercati azionari potrebbero rimanere erratici, muoversi in base alle dichiarazioni del nuovo presidente degli Stati Uniti, o sulla scia di possibili sviluppi politici in Europa.
Ancora una volta è essenziale preferire le società che offrono un reale potenziale di crescita del proprio giro d’affari e o dei propri margini, sola garanzia della capacità di generare risultati e dividendi nel lungo termine.

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