Fondi, gli azionari Italia si prendono la rivincita

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di Finanza Operativa 17 Marzo 2017 | 12:00

A cura di Morningstar

L’Italia non ci sta a essere lasciata indietro dal resto d’Europa. Dopo un inizio d’anno a velocità alterne l’indice Morningstar relativo al Belpaese, in un mese (fino al 13 marzo e calcolato in euro) ha guadagnato il 3,64% e si e messo a guardare dallo specchietto il paniere dedicato all’intero Vecchio continente che, nel periodo, dopo la buona partenza del 2017, si è dovuto accontentare di un +1,1%.

Performance che si sono riflesse anche nei fondi di investimento. La categoria Morningstar dedicata agli strumenti specializzati sulla Penisola in un mese ha guadagnato il 3,5%, portando a +2,8% la performance da inizio anno, mentre quelle dedicate all’Europa hanno superato di poco quota 1%. Sull’Italia, insomma sembra essere ritornata un po’ di quella fiducia che gli investitori sembravano aver destinato solo ad altri paesi.

Sale il Pil
Il merito, in parte, va anche agli ultimi dati macro. Come quello reso noto dall’Istat secondo cui il Pil ha registrato, nel 2016, un aumento dello 0,9% in volume e ai prezzi di mercato, con un’accelerazione rispetto al 2015, quando la variazione è stata di +0,8% (dato rivisto dal precedente +0,7%). Si tratta, tra l’altro, della crescita più significativa dal 2010 e più elevata rispetto alle previsioni del governo (+0,8%). Il Pil risulta trainato dalla domanda interna, sia per quanto riguarda i consumi finali che gli investimenti.

Fra i fondi venduti nella Penisola che si sono comportati meglio nell’ultimo mese c’è Fideuram Italia (Bronze), che ha registrato +4,34%, portando a +3,53% la performance da inizio anno. “Il gestore punta a superare il proprio benchmark in ogni anno solare attraverso un processo di investimento prevalentemente opportunistico e flessibile”, spiega Francesco Paganelli, fund analyst di Morningstar. “In particolare, prevede moderate deviazioni dall’indice al fine di massimizzare i rendimenti in eccesso compatibilmente con un livello di tracking error del 2-3%. La quota di active share del portafoglio rispetto all’indice FTSE Italia AllShare è in genere inferiore al 30%. Dato l’obiettivo di sovraperformance anche su orizzonti temporali di più breve termine, la creazione di valore aggiunto deriva principalmente dall’aggiustamento dei sovra e sottopesi attraverso operazioni di trading basate su analisi tecnica, valutazione relativa e momentum. Ne consegue un turnover elevato, tra il 200 e il 300%. Tale movimentazione avviene su tutto lo spettro delle capitalizzazioni di mercato, ma il segmento delle mid/small cap è quello in cui storicamente il gestore ha trovato le migliori opportunità”.

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