L’ottimismo per la crescita domina sui mercati

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di Finanza Operativa 17 Marzo 2017 | 16:00

A cura di Nannette Hechler-Fayd’herbe, Head of Global Investment Strategy, Credit Suisse
L’ottimismo generale attorno alla crescita si è tradotto in un’accelerazione economica sincronizzata. Essa ha spianato la strada, a marzo, a un rialzo dei tassi d’interesse prima del previsto da parte della Federal Reserve e a un numero complessivo di incrementi pari a tre nel  2017. Ciò si verifica in un periodo in cui l’inflazione headline, con ogni probabilità, raggiungerà un massimo, per poi cominciare a calare. Pertanto, anche se i tassi reali dovessero salire, ulteriori incrementi del rendimento nominale dovrebbero essere limitati.
Restiamo quindi neutrali sul reddito fisso. Le valutazioni azionarie hanno continuato a crescere in assenza di trend  analogamente positivi degli utili, ma la dinamica resta solida. Di conseguenza anche noi restiamo neutrali e manteniamo le nostre ponderazioni strategiche nei portafogli, che sono già abbastanza elevate rispetto a quelle del gestore patrimoniale medio. Per i clienti preoccupati del rischio di potenziali ribassi, sottolineiamo che le volatilità restano basse e che i prodotti di protezione sono quindi relativamente poco costosi.
Convinzione più solida negli investimenti alternativi. La crescita più robusta è positiva per le commodity, che traggono altresì vantaggio da una flessione dei costi di carry. Pertanto non solo raccomandiamo di detenere delle commodity nell’ambito di un’allocazione ben diversificata in investimenti alternativi, ma siamo ora totalmente positivi sugli stessi. Le commodity cicliche, come quelle energetiche, dovrebbero registrare risultati particolarmente positivi. Infatti l’offerta diminuisce e l’attività di raffinazione cresce. Riteniamo che i prezzi del petrolio non riflettano attualmente le prospettive positive, così consideriamo gli attuali livelli dei prezzi un’attraente opportunità d’ingresso. Di contro, i metalli preziosi e l’oro, con ogni probabilità, evidenzieranno un’underperformance, dal momento che non beneficiano di un incremento dei rendimenti reali, delle previsioni di uno stallo dell’inflazione e della solidità dell’USD.
Il settore immobiliare non dovrebbe risentire troppo di un rialzo anticipato della Fed, poiché l’accelerazione ciclica non favorisce gli aumenti dei rendimenti. Comunque siamo prudenti sul comparto immobiliare elvetico. Restiamo positivi sugli hedge fund, che traggono vantaggio da una buona liquidità e da un rischio poco elevato. Per i clienti che possono tollerare l’illiquidità, il private equity resta un’ulteriore area per opportunità di crescita.
Agilità nel reddito fisso. I titoli che ci convincono di più sono le obbligazioni investment grade e finanziarie. Le obbligazioni dei mercati emergenti (ME) e i titoli convertibili restano buone fonti di momentum per rendimenti e ricavi, rispettivamente, ma, a seconda della guidance della Fed, un approccio più selettivo per le obbligazioni dei ME potrebbe dover essere adottato in futuro. 
Esprimiamo una lieve preferenza per le obbligazioni in valuta forte dei ME rispetto alle  obbligazioni in valuta locale nel contesto di un USD forte. Nell’ambito delle obbligazioni in valuta forte, riteniamo che le obbligazioni dell’America Latina siano fonti particolarmente interessanti di rendimenti elevati. Sui mercati sviluppati, i titoli sovrani ad alto rendimento, come i titoli di stato australiani, sono i nostri favoriti.
Aggiungere l’energia ai settori favoriti. Assieme al nostro nuovo giudizio sulle commodity energetiche, aggiungiamo l’energia ai nostri settori azionari favoriti. Restiamo positivi sul  comparto sanitario, ma siamo ancora prudenti sui titoli industriali. Non apportiamo variazioni alla nostra strategia regionale. Le azioni svizzere registrano una performance positiva da inizio anno e dovrebbero trarre vantaggio da una maggiore solidità dell’USD e dal rialzo dei rendimenti negli Stati Uniti.
Supporto della Fed per l’USD. In ambito valutario, l’USD gode del sostegno della politica dei tassi d’interesse della Fed, in particolare rispetto a EUR e CHF. Tuttavia, il vantaggio sul piano dei tassi non è sufficiente per far venir meno l’attraente valore di JPY, GBP, NOK e SEK. Restiamo positivi su queste valute.

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