Investitori concentrati su azioni politiche e fiscali

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di Finanza Operativa 20 Marzo 2017 | 19:00

di Alberto Biolzi, Responsabile Direzione Wealth Management di Cassa Lombarda

Passate le riunioni delle principali Banche Centrali mondiali, gli investitori si concentreranno nuovamente su azioni politiche e fiscali, sia negli Usa sia in Europa. Il mercato si attende i dettagli della riforma fiscale promessa da Donald Trump, mentre in Europa la Francia continuerà a esser al centro delle attenzioni degli operatori in vista delle elezioni Presidenziali di aprile/maggio. Sebbene secondo i sondaggi, Marine Le Pen abbia poche possibilità di diventare la prossima Presidente francese, gli investitori continuano a interrogarsi sulle possibili conseguenze di una sua vittoria (es. referendum sull’UE, uscita dall’Euro, politiche protezionistiche).

Al momento i mercati azionari sembrano disposti ad accettare dei Price to Earnings (P/E) più elevati come segnale di ottimismo degli investitori in assenza di eventuali choc esterni sul fronte macro. Il persistere di tale scenario è condizionato dalla conferma di buoni dati economici, pena prese di profitto. Gli investitori potrebbero continuare nel processo di riallocazione dell’esposizione azionaria da Usa a Europa come segnalato dall’andamento recente dei flussi.

Entro fine mese, la Premier inglese Theresa May dovrebbe notificare all’Unione Europea l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona per dare il via al processo di Brexit. La Scozia potrebbe però complicare le cose con la richiesta di un nuovo referendum relativo alla permanenza nel Regno Unito, in programma nel 2018 e al quale il governo centrale si oppone.

I dati macro di Eurozona dovrebbero confermarsi positivi (indici PMI) e questo potrebbe nuovamente alimentare il dibatto sull’exit strategy dalle misure ultra espansive della BCE. Ewald Nowotny, numero uno della Banca centrale austriaca e membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, ha dichiarato settimana scorsa che i tassi potrebbero esser alzati prima della fine del QE. La Banca Centrale però difficilmente si muoverà fintantoché l’ottimismo non sarà riflesso nei dati reali e non si vedrà un’accelerazione significativa dell’inflazione “core”. Questo si rifletterà nell’andamento dei rendimenti dei bond governativi.

Negli Usa numerosi dati macro in calendario: immobiliare, indice d’attività della FED di Chicago, ordini di beni durevoli, PMI Markit. Di interesse, inoltre, le testimonianze di diversi banchieri centrali tra cui quella di Janet Yellen in programma questo giovedì 23 marzo. Il programma di salvataggio della Grecia sarà all’ordine del giorno dell’Eurogruppo insieme ai piani di risanamento fiscale di diversi Paesi europei (vedi Italia).

Il G20 del week-end non ha per il momento fornito indicazioni concrete su protezionismo e politiche commerciali.

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