La riforma fiscale per le imprese secondo Trump

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di Finanza Operativa 22 Marzo 2017 | 10:30

A cura del Team Research & Investment Strategy, Axa Investment Managers
Cosa devono attendersi le imprese americane dalla riforma fiscale? Cerchiamo di stimare l’impatto che avrà sugli indicatori aziendali la riforma fiscale per le imprese da tempo attesa negli Stati Uniti (CTR) e le sue implicazioni per i mercati azionari e del credito. La portata e i dettagli della riforma sulla tassazione delle imprese non sono ancora definiti, tuttavia sembra che tale riforma ruoterà attorno a quattro pilastri:
1. un’
aliquota fiscale legale più bassa;
2. l’indeducibilità degli interessi passivi e la
deducibilità totale e immediata degli investimenti in conto capitale;
3. il passaggio a un sistema basato sulla destinazione e incentrato sulla cosiddetta
tassa di confine (Boarder adjustment tax);
4. un
condono sul rimpatrio dei capitali.
Mentre la riduzione dell’aliquota d’imposta darebbe una spinta agli utili, l’indeducibilità degli interessi agirebbe da freno, anche se sarebbe compensata dalla deducibilità immediata degli investimenti. La tassa di confine avrebbe un impatto alquanto eterogeneo a seconda del settore: favorirebbe infatti i settori con una base di costo orientata al mercato locale a scapito di quelli che dipendono dalle importazioni.
L’utilizzo della liquidità rimpatriata per il riacquisto di azioni proprie farebbe probabilmente incrementare l’utile per azione di oltre l’1%. Il riacquisto di obbligazioni proprie potrebbe ridurre l’indebitamento lordo persino del 3%. Nel complesso, le nostre simulazioni su questi quattro pilastri indicano un impatto netto positivo del 13% sull’utile per azione per il mercato nel suo complesso (finanziari esclusi). Telecomunicazioni, tecnologia e servizi di pubblica utilità sarebbero i settori che registrerebbero un maggiore incremento degli utili. Il settore più a rischio sarebbe invece quello dei beni di consumoLa previsione di un periodo di reflazione dopo l’elezione del Presidente Trump è strettamente collegata alla possibile introduzione di una riforma fiscale di ampia portata che riguarderebbe la tassazione delle imprese americane.
Le proposte promosse da Trump in campagna elettorale sono in linea con le idee dei Repubblicani al Congresso, riportate nel documento denominato Blueprint. Questo allineamento di interessi rende probabili alcune riforme, nonostante persistano alcune importanti differenze tra le due posizioni. Inoltre, i tempi dell’introduzione della riforma restano incerti. Ci sono ancora diversi aspetti da chiarire, soprattutto la difficoltà nel formulare una stima dell’impatto della riforma sulle finanze pubbliche e i vincoli politici alla sua approvazione. A complicare le cose ci sono alcuni aspetti della riforma fiscale proposta, come la controversa tassa di confine (BAT) che intende risanare la (presunta) posizione iniqua degli Stati Uniti negli accordi commerciali attuali.
Inoltre, dando la priorità alla riforma dell’Affordable Care Act/Obamacare, la riforma fiscale potrebbe subire ulteriori ritardi. Una prima bozza della riforma dovrebbe essere presto disponibile, se consideriamo che il Presidente qualche settimana fa ha annunciato un piano “fenomenale” nel giro di poche settimane. Qui la ricerca completa.

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