La Fed vuole vedere (le misure di stimolo fiscale) per credere

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di Finanza Operativa 22 Marzo 2017 | 15:00

A cura di Amundi Am
Per la terza volta in questo ciclo, la Fed ha alzato i tassi di un quarto di punto portandoli allo 0,75% – 1%. Tuttavia, sotto la luce dei riflettori è finito soprattutto lo status quo delle sue proiezioni economiche e sui livelli dei fed fund. Queste ultime proiezioni (i famosi “dot”) sono rimaste pressoché invariate rispetto a quelle di dicembre: i membri del FOMC si attendono tre rialzi dei tassi nel 2017 e altri tre nel 2018 (utilizzando le proiezioni mediane). Nel frattempo, le proiezioni sulla crescita sono rimaste attorno al 2% per il 2017, il 2018 e il 2019.
La reazione dei mercati non è stata quella che si ha di solito nel caso di un rialzo “classico” dei fed fund.
I mercati azionari hanno reagito in modo molto positivo.
Anche la reazione dei mercati del credito è stata molto favorevole. Da notare soprattutto la performance degli emittenti con i rating di qualità inferiore del segmento high yield.
I tassi a lungo termine USA hanno registrato una contrazione. I Treasury decennali hanno ceduto 7 pb nel corso della settimana e sono tornati al 2,50%.
Il dollaro si è svalutato su quasi tutte le divise.
In realtà, sembra che dalle elezioni di Trump i mercati non stiano più avendo le medesime aspettative: le attività rischiose sembrano essere in attesa di una ripresa, mentre il mercato dei Treasury mantiene un atteggiamento molto più prudente. L’evoluzione dei mercati azionari e del credito negli ultimi mesi fa ipotizzare un miglioramento delle prospettive economiche grazie alle misure che saranno prese dalla nuova amministrazione americana. Gli indicatori sulla fiducia delle imprese e dei consumatori evidenziano un netto rialzo e si trovano attualmente a livelli elevati.
In parallelo, l’economia americana beneficia ancora di condizioni di finanziamento estremamente accomodanti. i membri del FOMC rimangono molto prudenti e sembrano rifiutarsi di integrare nello scenario economico le ipotesi di stimoli fiscali a meno che essi non vengano chiaramente annunciati, ed è per questo motivo che non hanno rivisto al rialzo le proiezioni sui fed funds. Essi scontano una crescita economica solamente del 2% nel 2018, contro una stima di consenso prossima al 2,5%. In occasione della conferenza stampa, Janet Yellen ha indicato che il ciclo di rialzo dei fed funds accelererà solamente nel caso di misure di stimolo fiscale significative.
Peraltro, queste anticipazioni sono in contrasto con i dati reali. Gli ultimi dati indicano un  rallentamento della crescita USA nel primo trimestre. La Fed di Atlanta prevede una crescita solamente dell’1,2% per il Q1. Detto ciò, non si dovrebbe dare troppa importanza a un dato isolato. Finché non giungeranno maggiori chiarimenti sulla politica di bilancio americana, e per questo potrebbero volerci ancora parecchi mesi, i mercati rimarranno in una situazione ibrida, con condizioni di finanziamento molto accomodanti (tassi reali vicino allo zero perché la Fed è contraria a un’accelerazione) e le attese di un’accelerazione della crescita malgrado i dati reali piuttosto contrastati.

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