Mappa del credito Crif: i lombardi sul podio

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di Finanza Operativa 30 Marzo 2017 | 19:00

a cura di Crif

I lombardi hanno maggior capacità di accedere al credito e di progettare il futuro rispetto alla gran parte degli italiani. A dirlo è la fotografia scattata dal Crif (sistema di informazioni creditizie), che ha realizzato una Mappa del credito del 2016 su dati Eurisc.

Secondo l’indagine il 36,7 per cento della popolazione maggiorenne lombarda ha un contratto di prestito o di mutuo attivo. Un dato superiore alla media nazionale del 34,6 per cento e che posiziona la Lombardia al quarto posto dopo la Toscana (39,7%), il Friuli Venezia Giulia (37,6%) e la Sardegna (37,5%).

 PIÙ MUTUI PER LA CASA E MENO PRESTITI

Il dato più rilevante è la percentuale di mutui contratti dai cittadini lombardi per l’acquisto dell’abitazione: 27,4 per cento contro il 22,8 per cento della media nazionale. La Lombardia si posiziona al terzo posto, dopo il Friuli Venezia Giulia (31,6%) e l’Emilia Romagna (27,6%), mentre alle ultime posizioni si trovano la Calabria (14%) e la Sardegna (16,1%).

Classifica inversa per quanto riguarda il numero di operazioni per chiedere prestiti personali: la Lombardia è all’ultimo posto con un’incidenza sulla popolazione del 30 per cento contro la media nazionale del 33,9. Subito dopo la Lombardia ci sono la Toscana (31,2%) e le Marche (32,2%), mentre le regioni in cui si chiedono più prestiti personali sono il Molise (39,1%) e la Sardegna (37,7%).

 LOMBARDIA PRIMA PER IMPORTO MEDIO RESIDUO

La Lombardia ottiene il primo posto per il debito residuo con 43.340 euro pro capite (media nazionale di 34.462 euro) e il secondo per l’ammontare della rata media mensile, pari a 407 euro (media nazionale 360 euro). Due dati in linea con il fatto che la maggior parte dei finanziamenti richiesti dai lombardi è finalizzato all’acquisto dell’abitazione, quindi con importi più elevati rispetto ai prestiti personali.

Secondo la classifica del Crif, il Trentino Alto Adige è la seconda regione per debito residuo (40.933 euro), seguito dall’Emilia Romagna (40.069 euro) e dal Veneto (39.422 euro). Agli ultimi posti Calabria (22.571 euro) e Sicilia (24.929 euro). Mentre per quanto riguarda la rata media sostenuta, al primo posto c’è il Trentino Alto Adige (415 euro), al terzo il Veneto (406 euro), mentre agli ultimi posti si trovano Calabria (303 euro) e Sardegna (308 euro).

 IN LOMBARDIA IL MUTUO SI CONTRAE PRIMA CHE NELLE ALTRE REGIONI

In Lombardia l’età media di chi richiede un mutuo è 37,3 anni, contro una media nazionale di 39,1. E’ quanto emerge da una ricerca sui “mutuari” in Lombardia, effettuato dall’Ufficio Studi di Tecnocasa sui dati del secondo semestre 2016. L’indagine rileva che nella regione la maggior parte dei mutuatari appartiene alla fascia compresa tra i 18 e i 34 anni (43,6%) e tra 35 e 44 anni (36,3%). L’89,1 per cento è un dipendente a tempo indeterminato o pensionato, mentre l’8,2 per cento ha un contratto di lavoro flessibile (liberi professionisti/lavoratori autonomi e titolari d’azienda) e soltanto il 2,7 per cento è un lavoratore a tempo determinato. L’importo medio richiesto è 123.100 euro contro una media nazionale di 113.500 euro. La durata media è 25,2 anni mentre la media nazionale è di un anno più bassa: 24,1 anni.

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