Settore beni di consumo a tutta birra

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di Finanza Operativa 6 Aprile 2017 | 14:30

A cura di Morningstar

I consumer defensive si rifugiano nell’alcool. Dopo il buon andamento da inizio anno, in cui il comparto ha guadagnato circa il 6% (rendimenti in euro al tre aprile 2017), le valutazioni di mercato dei titoli viaggiano su livelli superiori al fair value stimato dagli analisti. Tuttavia è ancora possibile trovare buone occasioni di investimento tra i produttori di birra.

L’America latina frena AB InBev
AB InBev (ABI) è scambiata a un tasso di sconto del 15% rispetto al fair value che è pari a 118 euro (report aggiornato al sette marzo 2017). Il gruppo belga ha sofferto il debole andamento delle vendite nei mercati dell’America latina, dove i consumi sono scesi significativamente a causa della negativa congiuntura economica in Paesi chiave come il Brasile, e della crescente concorrenza negli Usa. Rispetto al 2015, l’esercizio 2016 ha segnato un calo delle vendite in entrambi i semestri e questo ha fatto scivolare le quotazioni del titolo di circa il 9%.

“A nostro avviso il mercato è stato troppo severo con ABI. In base alle nostre previsioni, nei prossimi cinque anni l’azienda dovrebbe registrare una crescita media del fatturato del 3% e un’espansione del margine Ebit di oltre 300 punti base grazie a un’attenta politica di razionalizzazione dei costi operativi”, dice Philip Gorham analista azionario di Morningstar.

Produttori artigianali in crescita
Destino analogo per Boston Beer, produttore americano di birra artigianale. Dopo tre anni di forte crescita, in cui il fatturato è passato da circa 600 milioni di dollari a quasi un miliardo, il gruppo ha sofferto il brusco calo delle vendite a causa della maggiore concorrenza nel settore.

“Siamo convinti che la quota di mercato coperto dalla birra artigianale continuerà a salire nei prossimi anni negli Usa, ma la competizione all’interno dell’industria imporrà un rallentamento delle vendite per i produttori come Boston Beer, i cui ricavi sono visti in salita a un tasso medio del 4% da qui al 2020”, dice Bridget Weishaar analista azionaria di Morningstar.

“I brand del gruppo hanno dimostrato di essere in grado di catturare la fedeltà dei clienti e di rendere all’azienda mark-up generosi. Inoltre, il programma di riduzione dei costi operativi pianificato dal management promette di mantenere alto il livello della redditività”.

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