Fondi hedge: 2008 amaro per i gestori alternativi, si salvano i CTA

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di Marco Mairate 13 Gennaio 2009 | 10:10
Negli ultimi 12 mesi i fondi hedge hanno mancato l’obiettivo.Nonostante le promesse di ritorni assoluti, i gestori alternativi non scampano al deleveraging e riscatti, due componenti che mandano al tappetto tutte le principali strategie ad eccezione di trend following e gestori short.

I fondi hedge chiudono uno dei peggiori anni della loro storia. Con un guadagno dello 0,30% l’indice hedge Credit Suisse Tremont Hedge Fund Index termina l’anno con una perdita secca di quasi 19 punti percentuali.

Il dato preliminare (solo il 75% dei fondi hanno riportato le performance e i risultati ufficiali si avranno solo il 15 gennaio) lascia poco spazio agli entusiasmi, anche se il paragone con altri indici vede gli hedge sovraperformare anche nel 2008. L’indice azionario MSCI World infatti chiude il 2008 con un calo del 42,08% mentre il DJ AIG Commodities Index e’ calato di oltre 35,65 punti.

A livello di singole strategie, sono solo due gli indici che terminano l’anno in rialzo: si tratta dei Dedicated Short Bias (+13,87%) e dei Managed Futures (+18,23%). Entrambe le categorie hanno beneficiato del clima di incertezza generale: i primi sfruttando la loro bias corta sul mercato, i secondi grazie al trend discendente delle principali asset class, registrando cosi’ buoni progressi.

Sul fronte delle strategie meno performanti, la palma d’oro spetta sicuramente ai fondi Equity Market Neutral (-40%) seguiti dai Covertible Arbitrage ed Emerging Markets (-30,38%). Male anche I gestori Long Short Equity (una delle strategie piu’ popolari in termini di masse gestite) che chiude l’anno con un segno negativo di quasi venti punti percentuali.

Secondo il commento a margine dei risultati, i gestori hanno mantenuto un atteggiamento prudente nell’ultimo periodo, cercando di mantenere la minima esposizione al rischio in attesa di momenti migliori. La fase di deleveraging generalizzata del mercato si traduce  ora in circa 9 trilioni di dollari cash pronti ad essere investiti (dati forniti dalla Fed di St. Louis).

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