Moderatamente positivi sull’azionario italiano: la view di Anima

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di Finanza Operativa 18 Aprile 2017 | 17:00

A cura di Anima Sgr
La view sull’Europa resta costruttiva. Nelle ultime settimane il mercato azionario europeo ha registrato un trend positivo caratterizzato da una volatilità contenuta. La visione positiva è figlia anche del buon momento macroeconomico in Europa e dei solidi utili societari riportati dalle aziende europee: durante la stagione degli utili, infatti, 10 settori su 11 hanno registrato una crescita dei profitti positiva.
In questo scenario ci aspettiamo che i settori ciclici (in particolare quelli finanziari e quelli composti da aziende esportatrici) possano continuare ad avere un performance migliore rispetto ai settori difensivi. La primavera sarà una stagione molto importante per l’Europa: dopo le elezioni politiche nei Paesi Bassi, riteniamo che le elezioni politiche francesi possano essere l’evento più importante per il destino del mercato azionario europeo: lo scenario più probabile, secondo gli ultimi sondaggi, potrebbe portare ad un ballottaggio tra l’anti- europeista Marine Le Pen, a capo del partito Front National, e l’ex ministro dell’economia Emmanuel Macron, alla guida del partito social-liberale En Marche!.
Per quanto riguarda i paesi della periferia europea nelle ultime settimane hanno sofferto l’allargamento dello spread dei propri titoli di Stato nei confronti del Bund tedesco (per l’Italia tornato a livello 200) a causa del rischio politico, percepito dagli investitori, e dell’insostenibilità dell’alto debito pubblico. Prevale, comunque, una view complessivamente positiva sull’asset class: durante il meeting periodico della Bce, Mario Draghi ha riconosciuto un significativo miglioramento della situazione economica, il venir meno di qualsiasi urgenza nell’azione dell’istituto centrale europeo, la possibilità che i tassi abbiano visto il loro punto di minimo e la scomparsa di rischi deflazionistici.
Qualora dovessero farsi più ravvicinate le aspettative di qualche intervento al rialzo sui tassi (comunque difficilmente prima della metà del 2018) il settore bancario potrebbe beneficiarne. In questo scenario ci aspettiamo che i settori ciclici possano continuare ad avere una performance migliore rispetto ai difensivi.
Italia: fragilità ed evoluzione. La situazione in Italia appare ancora fragile, ma in evoluzione. Va segnalato il buon successo dell’operazione di ricapitalizzazione di Unicredit, che rappresentava uno dei tasselli fondamentali per migliorare la percezione di stabilità del sistema finanziario nel suo complesso. Trova invece ancora seri ostacoli la disponibilità  governativa a garantire la continuità nel casi di maggiore criticità: Bce e Unione Europea non vogliono che le regole del bail-in vengano disattese consentendo, nei fatti, un bail-out, ovvero un salvataggio delle banche attraverso soldi pubblici.
Sembra logico, comunque, ritenere che il governo italiano e le autorità europee troveranno un punto d’incontro per evitare episodi che possano alimentare un rischio sistemico. Il contesto politico appare, invece, estremamente incerto e rimangono evidenti le difficoltà di intraprendere un virtuoso percorso riformatore e di riduzione del debito pubblico. Sul fronte della crescita interna, rimaniamo confidenti sulla positiva dinamica dei consumi interni e che pertanto il graduale percorso di recupero del PIL possa proseguire.
Il mercato italiano ha beneficiato dell’attenzione sul comparto small/mid cap in seguito alla recente introduzione dei PIR (Piani Individuali di Risparmio), strumenti finanziari che investono prevalentemente su aziende italiane e hanno al contempo una componente di investimento in small/mid cap italiane almeno pari al 21%. I PIR garantiranno l’esenzione della tassazione dei redditi per chi detiene questi strumenti per almeno 5 anni; prevista anche l’esenzione dalle tasse di successione. Il segmento small/mid ha, infatti, decisamente sovraperformato quello delle large cap.
In questo contesto, la view sull’azionario italiano è moderatamente positiva: riteniamo, poi, che alcuni titoli e settori ad alto dividendo potranno essere sostenuti dall’avvicinarsi del periodo di “stacco dividendo”.
Usa: confermata la visione positiva. Il giudizio sull’azionario americano si conferma costruttivo. L’intonazione dei mercati dalla vittoria di Donald Trump in poi è stata positiva.  Nelle ultime settimane, tuttavia, abbiamo assistito a un movimento più laterale. Si è parlato di “effetto Trump” esaurito, ma riteniamo che le motivazioni per essere costruttivi restino intatte. Ci troviamo in un ciclo avanzato, dato che siamo all’ottavo anno di crescita. L’economia è attesa crescere nel 2017 a un tasso reale vicino al 2,2%, approssimativamente la media degli  ultimi sette anni. Un ciclo avanzato, quindi, ma che potrebbe avere spazi di estensione  temporale ulteriore per due ragioni: l’assenza di evidenti squilibri finanziari e la politica fiscale di Trump.
Il presidente americano ha la necessità di implementare una riforma fiscale, che potrebbe essere meno aggressiva rispetto alle premesse: in una fase di piena occupazione per gli Usa, paradossalmente, potrebbe avere ripercussioni positive sui mercati. A livello settoriale, siamo positivi sul settore energetico, dei materiali di base, tecnologico e finanziario, per i quali si prevede un’accelerazione degli utili per l’anno in corso.
Borse asiatiche: giudizio ancora positivo. Il giudizio su queste borse resta positivo e ci aspettiamo che il trend prosegua nel medio periodo. Il mercato giapponese dovrebbe essere aiutato dalla stabilizzazione dello yen e dal dissiparsi delle paure riguardo revisioni degli utili, con gli investitori internazionali che potrebbero tornare agli acquisti dopo mesi di flussi negativi. L’area giapponese resta sicuramente interessante per diverse ragioni: il mercato azionario è particolarmente esposto ad un processo di reflazione e crescita globale; la politica monetaria resta particolarmente espansiva, così come quella fiscale.

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