Rivolgersi al Giudice Tutelare per i buoni postali intestati al figlio

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di Marco Muffato 24 Ottobre 2016 | 06:41

Sportello AdvisoryDue coniugi miei clienti, entrambi con reddito, desiderano incassare i buoni postali fruttiferi intestati al figlio per poter sostenere le spese mediche cui è sottoposto e devono presentare un’istanza al Giudice Tutelare. Come possono rivolgersi al giudice? Devono ricorrere a un avvocato o un notaio? G. M., Lecce

Occorre rivolgersi al Giudice Tutelare chiedendo il rilascio di un decreto che autorizzi il legale rappresentante del beneficiario a riscuotere, ed eventualmente a reimpiegare, l’importo spettante al minore stesso. Nel caso specifico quindi gli esercenti la potestà genitoriale possono presentare un’apposita richiesta al Giudice Tutelare (è una specifica sezione del Tribunale). Non occorre alcuna particolare formalità nella domanda se non quella di specificare la destinazione della somma che ci si appresta a riscuotere. In casi del genere molto probabilmente il giudice chiederà di dimostrare anche la effettiva necessità della spesa. Non è obbligatorio avvalersi di un notaio o di un avvocato, le firme sull’istanza si possono apporre in Tribunale davanti al cancelliere senza doverle autenticare altrove. Maggiori informazioni nel sito del Ministero della Giustizia www.giustizia.it nell’area “come fare per”, sezione “famiglia”, sotto “figlio minore atti di straordinaria amministrazione”. C’è una sola eccezione, e riguarda i buoni emessi con clausola PFR o CPFR (Con Pari Facoltà di Rimborso) emessi prima del 28 dicembre 2000, che sono esentati dalla procedura perché emessi in vigenza del precedente regolamento.

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