La finanza tra mente e matematica

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Giuseppe G. Santorsola di Giuseppe G. Santorsola8 giugno 2017 | 06:04

Nel mese di maggio ha avuto luogo un convegno innovativo su “Mente&Finanza” dedicato al sempre più coinvolgente tema della finanza comportamentale e corredato dalla pubblicazione di una nuova omonima rivista. La tavola rotonda ha consentito il confronto tra neurospecialisti, economisti e operatori di sim e sgr, cioè tutte le forze in campo. Ne è emersa una neuro-economia che tiene presente anche le necessarie difficoltà razionali dei gestori (che subiscono gli stessi processi mentali, magari con scelte non simili) dei consulenti (che accoppiano i propri condizionamenti con quelli, invero variegati, dei propri clienti).
I due economisti hanno manifestato un differente approccio, uno verso la prevalenza dei comportamenti e l’altro verso la logica dei mercati. Entrambi peraltro non hanno mai tralasciato l’impatto della posizione antagonista, concordando sulla risultante di un mercato che esprime, proprio quando è efficiente, compresenza di risposte differenziate e soprattutto spesso errate per problemi legati proprio alla mente.
È pertanto risultato utile richiedere agli specialisti dell’area neurologica una spiegazione in merito alle ragioni del prevalere degli errori, che – invero – si sommano anche essi algebricamente tra di loro. La ratio ruota intorno al concetto di emozioni, la vera causa dell’abbandono delle scelte migliori.
Studiare le emozioni è difficile per un economista che cerca regole (nomos) per le sue scelte; dobbiamo capire che è invece fondamentale aggiungere questi fattori proprio per non sbagliare. Abbiamo peraltro bisogno di misurare le emozioni e ciò costituisce il perimetro più interessante della discussione, individuando l’importanza del neuro-marketing, ideale campo di integrazione delle due culture in quanto il marketing stesso è di fatto l’area di intervento dei comportamenti e delle emozioni nelle strategie economiche. Per il lettore tuttavia emerge anche un severo richiamo a valutare se stesso per tutti i fattori qui evidenziati.


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