Helicopter Money: dubbi e speranze

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Giuseppe G. Santorsola di Giuseppe G. Santorsola 3 Novembre 2016 | 18:56
“Contropelo” di Giuseppe G. Santorsola

La sensazione offerta dalla ormai prolungata azione del QE (20 mesi) è quella di un ottimo strumento difensivo verso attacchi speculativi contro l’euro, ma di un insufficiente stimolo per la crescita monetaria e reale dell’economia. La moneta indirizzata verso le banche mensilmente percorre sentieri diversi e più remunerativi. L’ipotesi alternativa ripropone la teoria dell’helicopter money, inteso quale meccanismo di sostegno ai consumatori tramite l’assegnazione diretta di moneta: un’ipotesi di Milton Friedman, applicata in Cile e Zimbabwe con effetti opposti ma giudicata “interessante” da Mario Draghi. Ovviamente non si dovrebbe trattare di moneta contante (con i suoi rischi di money laundering) quanto dell’utilizzo di strumenti di pagamento mappati, per di più messi a disposizione solo delle attività economiche regolari. Senza voler esprimere un giudizio politico, un’esperienza parziale di HM può essere considerata quella degli 80 euro adottata nel marzo 2015; ripercorriamone gli eventi con l’iniziale ritrosia, l’utilizzo iniziale per sanare debiti pregressi, poi pagamenti periodici obbligatori e solo dopo una ripetuta conferma indirizzati verso maggiori consumi. Nel tempo la dinamica di questi ultimi si è frenata e si può temere che un’eventuale sospensione dei voli dell’elicottero abbia effetti recessivi o depressivi, colpendo soggetti che si sono abituati a livelli di disponibilità superiori e che avrebbero difficoltà a ricondurre i propri comportamenti verso il basso. Eppure è evidente che l’elicottero non può proseguire all’infinito nei suoi voli, soprattutto se il pilota intravvedesse costanti comportamenti inidonei dei beneficiari. In teoria inoltre tale programma potrebbe avere successo qualora fosse gestito in modo rigoroso con norme e leggi efficaci in grado di evitarne un abuso politico. Anche questa soluzione pertanto deve azionare il proprio volano in tempi rapidi e suscita le stesse perplessità circa le reazioni degli utenti diretti, banche o consumatori. Mi affascina, ma ne vedo il rischio, se applicato su una popolazione così ampia come quella dell’Eurozona.

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